Riforma III, pessime sorprese!

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Gli argomenti a favore della Riforma III stanno spuntando giorno dopo giorno. C’è di tutto e di più: la Riforma è indispensabile per i poveri, le multinazionali pagheranno molte più imposte, si creeranno posti di lavoro e via discorrendo, come se i suoi sostenitori non si ponessero nemmeno un limite alla fantasia.

A prima vista sembrano buone promesse, esattamente com’è successo per la Riforma II il cui bilancio è stato fallimentare per le casse della Confederazione e per le tasche della gente comune. Non per le multinazionali e per i grandi azionisti, evidentemente, che ne hanno largamente beneficiato. A dimostrarlo il fatto che in Svizzera il divario fra ricchi e poveri continua ad aumentare in un modo allarmante.

Se dovesse passare la Riforma III, le grandi aziende non pagherebbero più tasse e imposte, altrimenti non avrebbero mai accettato questa riforma fiscale. In pratica la nuova riforma non abolisce affatto gli “statuti speciali”, ma li sostituisce con altri privilegi e ulteriori scappatoie fiscali. La maggioranza del Parlamento ha aggiunto al progetto iniziale che era più equo, responsabile e lungimirante, così tante possibilità di sgravi pensati appositamente per le grandi aziende che è stato obbligato a fissare una soglia massima per le deduzioni perché altrimenti avremmo corso il rischio che le imprese non versino nemmeno un franco di imposte a beneficio della collettività.

In pratica questo significa che le grandi aziende potranno pagare le tasse solo sul 20% dell’utile. In parole semplici, è come se una persona che guadagna 4’000 franchi dovesse pagare le imposte solo su 800 franchi di stipendio. Per il cittadino comune che paga religiosamente le imposte questo appare uno scherzo, vero? E Invece non lo è poiché sarà così se la Riforma III dovesse passare.

Con la Riforma III le imprese che già oggi beneficiano oggi di un’imposizione ridotta non pagheranno di più. Per le altre grandi imprese, che solo in teoria dovrebbero arrivare, le imposte si ridurranno drasticamente. È quindi facile capire che le casse pubbliche si svuoteranno ancora di più e saremo noi, i cittadini comuni, la classe media e bassa, a pagare la fattura con nuove tasse e più imposte.

Oggi le promesse e le rosee previsioni dei sostenitori della Riforma III sono uguali a quelle che avevano fatto per la Riforma II approvata dal popolo nel 2008 con il 50,5% dei voti: più posti di lavoro, aziende di qualità, salari in aumento. La realtà ci ha tuttavia dimostrato che è successo il contrario: la disoccupazione, il precariato e i casi di dumping salariale sono aumentati.

Come se non bastasse il Governo e il Parlamento ticinese ci propongono di anno in anno i soliti preventivi “lacrime e sangue” e sono ormai arrivati al punto di fare risparmi anche sugli anziani, i malati cronici e le famiglie in difficoltà. La prossima che dovrà passare alla cassa sarà la classe media, già soffocata dagli aumenti delle casse malattia e degli affitti.

Sono fiducioso che stavolta saranno i cittadini comuni a dire NO al monopolio delle multinazionali, e a non farsi lusingare con le solite promesse della Riforma III e dei politici che la difendono. I soldi sono importanti, ma le condizioni di vita della gente lo sono ancora di più. E il Ticino oggi soffre precisamente per i capricci di chi vuole una riforma fiscale a beneficio di pochi privilegiati.

Votiamo NO a questa riforma squilibrata e rimandiamo il progetto al Parlamento perché faccia una proposta seria, equa, responsabile e lungimirante per il beneficio di tutti.

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