Ticinese, pensi di essere così ricco?

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È vero che i sondaggi lasciano il tempo che trovano, ma oggi ci troviamo di fronte a un paradosso: la Svizzera tedesca, dove gli stipendi sono più alti e la crisi si fa sentire meno, sembra orientata alla bocciatura della Riforma delle imprese; il Ticino, col doppio della disoccupazione, l’assistenza in esplosione, il problema del frontalierato e le casse in rosso, invece sarebbe orientato verso il Sì.

Non si offenda chi è per il Sì. Ha sicuramente le sue motivazioni e ha fatto i suoi ragionamenti. Posso solo dirgli non solo che sta annodando la corda che lo impiccherà, ma che sta anche strofinandola col sapone per far scorrere meglio il nodo scorsoio. La riforma non è un salvagente, ma una pietra per mandarci a fondo. Ci sono dei fatti evidenti a tutti, a prescindere dalle idee politiche:

  • La precedente riforma, secondo Vitta, ha portato delle maggiori entrate. Ovvio, sono aumentate le aziende, ma ciò è fisiologico: è anche aumentata la popolazione e tutto ciò che questo comporta. Vitta scorda di dire che gli azionisti delle grosse aziende hanno guadagnato esentasse 1’100 milioni di franchi in 8 anni. Soldi che mancano oggi all’erario;
  • Se, come dice Vitta, c’è stata questa cascata d’oro da parte delle aziende, ci spieghi come mai la disoccupazione aumenta, l’assistenza è quasi raddoppiata e i conti del cantone sono sempre in rosso. A casa mia questo si chiama essere nella cacca fino al collo;
  • Le opposte fazioni, secondo un sondaggio RSI, hanno speso ad oggi: 3,3 milioni di franchi per il Sì e 171 mila franchi per il No. Fatevi un esame di coscienza e domandatevi: a) se una parte può spendere in una campagna politica 15 volte di più dell’altra, è democrazia? b) Se una fazione può spendere, alla fine dei giochi, intorno ai 5 milioni di franchi, quali sono i suoi interessi in gioco?
  • Lasciamo stare i soldi e facciamo un discorso più ampio. È normale che le classi media e bassa vedano sempre di più erodere i propri margini, mentre la parte più ricca continua a d arricchirsi? Ci rendiamo conto che ci danno le briciole da piluccare e noi li ringraziamo ancora votando Sì?
  • La classe media pensa di stare ancora bene, se no non si spiega, a livello di sondaggio, la maggioranza di Sì. Ma la classe media è cosciente, che questo trend, non solo svizzero, porterà a dei tagli sulle prestazioni che anche lei riceve? E che questo andrà ancora di più a erodere il suo reddito? È cosciente che non esiste una prova che queste riforme vadano a beneficio dei cittadini e che, anzi, è proprio il contrario?

Il ricorso socialista all’amnistia fiscale con lo sconto del 70% per gli evasori ha salvato per noi tutti 130 milioni di franchi, soldi che sarebbero volati nelle tasche della parte più ricca della popolazione, lasciando l’80% dei ticinesi come cucù. Questo per dirvi che lo stesso ministro che oggi caldeggia la riforma come imprescindibile era quello che ieri spingeva per l’amnistia fiscale che se fosse passata ci avrebbe fatto perdere 130 milioni, ma questo nessuno ve lo ricorda.

Cara classe media, quando capirai che i tagli non vanno a colpire solo i più poveri ma anche te? Piano piano, vi stanno sfilando il cuscino da sotto il sedere, e sono talmente abili che non ve ne accorgete. Sappiate però, che una volta che il cuscino è stato sfilato del tutto, c’è solo il legno della sedia. E allora, quando avremo votato Sì più e più volte per farci fregare, non ci sarà più niente da togliere, e dovremo abituarci a sedere sul duro. Se non addirittura per terra.

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