“Arbitro cornuto!”

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Il populismo è nato il giorno in cui nel calcio è nata la moviola, ha twittato ironicamente il giornalista italiano Alessandro Parodi. E, altrettanto ironicamente, viene da dargli ragione perché, ultimamente, la teoria dell’”arbitro cornuto!” è tornata alla ribalta con tutta la sua forza.

Polemiche di ogni tipo, a ogni latitudine, in ogni campionato contro l’”arbitro cornuto”. Le polemiche dopo Vaduz-Lugano un paio di settimane fa, anche da noi, hanno rinfrescato teorie mai sopite. E ricordiamo nell’autunno scorso il gran casino che accompagnò Lugano-Basilea, assieme alle mai sopite teorie di sudditanza verso i renani o lo Young Boys e insomma, “arbitri cornuti”.

L’Italia, affezionata al melodramma in ogni campo, sta ultimamente dando il meglio di sé. Il Napoli, parecchio incazzato per la legnata presa dalla Juventus in Coppa Italia ieri, ha addirittura twittato di guardare le partite sulla RAI solo con l’audio muto, perché nei casi dubbi le decisioni e i commenti sono sempre a loro sfavore. Per non parlare dell’Inter, che dopo aver perso contro i bianconeri, addirittura portò un dossier con “immagini alternative” che la portavoce di Trump si levi proprio.

Montella, allenatore del Milan, dopo aver mendicato calci di rigore il sabato, domenica si è prontamente visto accontentare con una decisione dubbia, che ha portato a un rigore tirato con due piedi da Bacca: mirabile.

Anche quel gran signore che è Roberto Donadoni, allenatore del Bologna, ultimamente non c’è andato leggero: gli arbitri subiscono sudditanza, e tutte le decisioni andate contro i felsinei se ci fossero state Milan e Juventus al suo posto non sarebbero state prese. Ma siccome il Bologna è una provinciale, niente regalo domenica scorsa: espulsione di Torosidis più che dubbia e pareggio del Genoa all’871esimo minuto di recupero. E “arbitro cornuto!”

Siamo all’impazzimento. Perché siamo ormai incapaci di vedere una partita tranquilli, sereni. Sia noi tifosi, sia gli addetti ai lavori. E se la loro bile è in parte giustificata dal giro di milioni che può muovere o non muovere una decisione giusta o sbagliata, noi comuni mortali dovremmo ricordare che “arbitro cornuto!” o no, la nostra vita prosegue uguale.

Così difficile da capire per un tifoso, per quanto acceso sia?

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