Argo 1: Beltranovantagradi?

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Dunque l’atteso Beltraday ha prodotto ore di discussioni prolisse ripetitive che hanno raggiunto inesplorati livelli di potiomkianità. Quindi, in buona sostanza, il rischio e di non capirci un’emerita.

Proviamo allora vedere se abbiamo capito bene, togliendo di mezzo tutto quello che non c’entra e lasciando i fatti importanti.

  1. Quando si è reso necessario trovare personale per gestire la sicurezza nella gestione dei rifugiati (2012), il DSS ha dato mandato a una ditta X che già aveva lavorato con la Croce Rossa per le stesse cose;
  2. Non si è ritenuto di indire un concorso (il che, inizialmente, poteva magari anche starci);
  3. Dopo due anni (sempre senza concorso) il DSS ha deciso di cambiare la ditta a cui aveva affidato il mandato, scegliendo la ARGO1. Sempre senza appalti ma con mandato diretto;
  4. La scelta è caduta su ARGO1 per tre motivi: il responsabile era un “fuoriuscito” della ditta precedente (X) e aveva già esperienza coi migranti, ARGO1 aveva presentato un progetto innovativo (non si capisce in quale modo) e ARGO1 costava poco: 35 fr. all’ora (circa il 25% in meno della ditta X);
  5. Inizialmente con ARGO1 è stato stipulato un contratto di prova di 5 mesi, firmato da Paolo Beltraminelli;
  6. Visto che il lavoro svolto era stato soddisfacente (ma non ci sono documenti che lo attestano) il contratto si è rinnovato automaticamente;
  7. Il mandato (che durava quindi da circa 2 anni) non è mai stato inserito nell’elenco cantonale delle commesse pubbliche “per una lacuna formale”;
  8. Argo1 è finita in due diverse inchieste giudiziarie: una per usura, sequestro di persone e violenza, l’altra addirittura per sospetto reclutamento per Isis.

Dovrebbe esserci tutto.

Ora, chiaramente Beltraminelli non ha picchiato né derubato nessuno, e nemmeno lo hanno fatto i suoi funzionari. Ma qualche domanda sorge spontanea.

È normale che l’amministratore della cosa pubblica proceda a rinnovi automatici di contratti in stile Apple Store per questioni delicate come la gestione degli asilanti? Stiamo parlando di oltre 3 milioni di franchi, non della paghetta di uno scolaro.

È normale che il cantone che da un lato incarica commissione bi, tri e stra-partite per combattere lavoro nero e dumping, dall’altro non si faccia due domande se uno lascia il proprio lavoro, fonda una ditta e propone di fare lo stesso lavoro (anzi meglio) di prima a 2/3 del prezzo? Cioè: o ti fregava la prima ditta, o nella seconda c’è qualcosa che non va. Parrebbe evidente.

È normale che a causa di una “lacuna amministrativa” proprio questi contratti relativi agli asilanti non siano stati oggetto di una risoluzione governativa e quindi non siano stati pubblicati?

È normale che queste cose vengano fuori solo dopo che la ditta in questione è finita sotto inchiesta?

Quanti altri casi simili ci sono?

Ora non sappiamo se Beltraminelli debba dimettersi o no. Deciderà lui, vedrà lui. Ma di sicuro al momento non è in una bella posizione. Vedremo cosa diranno le inchieste, vedremo cosa uscirà dai controlli delle commissioni e via dicendo. Ma il Beltraday in Gran Consiglio tutto è parso fuorché convincente.

Specie dopo i giorni e giorni di silenzio o quasi che l’hanno preceduto.

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