Beltraminelli: 600’000 buoni motivi per spiegarci

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Abbiamo dovuto trovare in tempi rapidi un’agenzia di sicurezza con caratteristiche di qualità e ad un prezzo economico. Questa società aveva questi requisiti quindi gli è stato attribuito un mandato diretto perché non c’era il tempo di fare un concorso e anche perché i contorni del concorso non erano facili da stabilire dal momento che non c’era un centro definitivo.

130 società in Ticino, tra agenzie di sicurezza e privati. Sappiamo che nelle società di sicurezza spesso succedono cose poco allegre a livello sindacale. Lavoro su chiamata, stipendi bassi, ecc. Comunque in Ticino ce ne sono almeno una decina, anche grosse. Securitas, Rainbow, Prosegur: queste sono solo alcune tra le più conosciute. Sarebbe bastato, per Beltraminelli, chiedere al suo collega di partito, Alex Pedrazzini, ex direttore del carcere della Stampa, già Consigliere di Stato nel DI e consulente per diverse agenzie di sicurezza: la ARGO 1 era affidabile? Ottemperava a tutti i requisiti? E il prezzo economico? 600’000 franchi annui, per almeno un milione e mezzo in totale di mandato diretto? Ma stiamo scherzando? Come nel caso della ditta di ponteggi coinvolta nello scandalo dei permessi, invece di guardare solo il prezzo discount bisognerebbe domandarsi come mai un’azienda sia in grado di giocare così al ribasso. Gli unici motivi per cui uno può fare un’offerta sensibilmente più bassa degli altri sono o l’offrire un servizio peggiore o praticare uno sfruttamento del personale.

Sono passati 3 anni in cui, secondo Beltraminelli, la ditta aveva lavorato bene. Teniamo anche presente che i fruitori del servizio, e cioè i richiedenti, sono persone che hanno attraversato il deserto, il mare, hanno subito violenze e sono state probabilmente detenute in centri libici. Una randellata di Sansonetti ti può anche magari sembrare un giusto prezzo da pagare per un tetto sulla testa e un piatto di minestra. Quello che non è tollerabile è che si vedano queste persone solo come un problema da risolvere col minor costo possibile (coperto da Berna) e che non ci sia, soprattutto per i minorenni, nemmeno un educatore o un accompagnatore sociale ma solo delle guardie, magari anche con una scarsa formazione.

Questo ci dice Beltraminelli in fondo: i richiedenti l’asilo sono sacrificabili sull’altare dei costi, come le famiglie in assistenza o gli anziani. E tutto per non aumentare dello 0,5 o 1 per cento il moltiplicatore, cosa di cui i Ticinesi nemmeno si accorgerebbero. Ma il tabù delle tasse è uno scoglio contro cui tutti i politici si schiantano. Colpa nostra, della nostra grettezza e avidità. Il risultato sarà uno stato sempre meno presente nella giustizia, nelle scuole, negli ospedali e anche nel controllo dei bunker per gli asilanti. 50 uomini infilati sotto terra a Camorino, o ai 1000 metri di Peccia, in villaggi dimenticati da Dio, non sono un servizio per la popolazione e nemmeno per i profughi.

Ora, Paolino, hai 600’000 buoni motivi per spiegarci cosa hai combinato.

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