Criminalità in discesa? Non è merito di Gobbi

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Siamo sicuri che sul prossimo Mattino della domenica con toni trionfalistici ringrazieranno Norman Gobbi per la diminuzione della criminalità. E noi, ostinati, riportiamo il campanile al centro del villaggio dicendo che no, non è merito di Gobbi se la criminalità diminuisce, ma è un trend svizzero che prosegue ormai da diversi anni.

Infatti la stessa tendenza, ne avevo già parlato l’anno scorso, c’è anche in Lombardia e nella zona di Milano.

Questa volta, l’Ufficio federale di statistica ci conforta con altri dati al ribasso, infatti la media elvetica dei crimini scende ulteriormente del 4,1% globale, con addirittura un 11% in meno di furti. Quali sono gli unici reati ad aumentare? Fa sorridere, certo complice un clima politico pompato ad arte e che ormai usa un linguaggio sopra le righe: le denunce per calunnie ingiurie e diffamazioni aumentano del 16,5%, ma possiamo non dolercene troppo.

Il numero reati compiuti da minorenni si è addirittura dimezzato dal 2009. Eppure i soliti partiti di destra si ostinano pervicacemente a fomentare il terrore della popolazione nei confronti dei migranti, che praticamente violano solo la Legge sugli stranieri, e si sperticano in lodi per il ministro, che in realtà avrà altri meriti ma non di certo quello del calo della criminalità. Anzi, siamo certi che, nei prossimi anni, le misure di Gobbi saranno invece state utili a rallentare i procedimenti processuali per due motivi. 1) l’eliminazione di un giudice per i provvedimenti coercitivi (quelli che ti sbattono al gabbio, per capirci) che sono passati da 4 a 3; 2) l’aumento degli effettivi di polizia, che andranno, senza un dovuto adeguamento, ad intasare i tribunali.

Siamo comunque felici del fatto che la criminalità stia veramente diminuendo, e non di poco.

Volete ricordare cos’era la criminalità degli anni ‘70 e ‘80? Guardatevi un bellissimo film di Michele Placido del 2010, “Gli angeli del male”, con protagonista Kim Rossi Stuart, sulla storia del bandito lombardo Vallanzasca.

A volte serve voltarsi indietro per ricordarsi che non si stava meglio prima.

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