Fermare l’ISIS: 10 metodi ticinesi

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Tutti vogliono fermare l’ISIS, o Daesh che dir si voglia: e bombarda di qua, e mitraglia di qua, non se ne viene comunque a capo. Si dice che il nostro Paese stia architettando qualche nuovo metodo per debellare la piaga del terrorismo islamico, che pare voglia mettere radici anche in Svizzera, il che impone di prendere delle contromisure che siano tuttavia in linea con la nostra tradizione di neutralità; in particolare il Ticino si schiera in prima linea nella lotta al fondamentalismo islamico, avendo, a quanto pare, presentato al Consiglio Federale il seguente programma di lotta al terrorismo:

1) Schierare in dogana le migliori forze della Guardia di Confine e bloccare le colonne dell’Isis a Ponte Tresa e Brogeda costringendoli a dichiarare tutte le riserve alimentari e facendogli la perquisa come si deve.

2) Schierare fuori da tutti i bordelli le lavoratrici del sesso in lingerie, il che dovrebbe bloccare l’avanzata dei miliziani impegnati a imporre il burqa a un numero così elevato di donne.

3) Impiegare le suddette signorine in un fitto lancio di oggetti erotici dai balconi dei lupanari soprattutto nella zona del Pian Scairolo, sfruttando il Moulin Rouge e l’Oceano a mo’ di Termopili.

4) Coordinare i turni di lavoro con l’arrivo dell’ISIS in modo da imbottigliare i terroristi nella colonna fra Chiasso e Lugano Nord.

5) Organizzare un congresso del PS lungo l’A2 all’altezza di Mendrisio e bloccare la colonna dell’ISIS con discussioni interminabili se esso sia borghese o proletario

6) Rovinare finanziariamente l’ISIS piazzando radar ovunque e pignorandogli i cammelli se non pagano

7) Invitarli alla fondue della pace, fargli perdere il pezzo di pane dentro e bastonarli selvaggiamente per penitenza.

8) Invitarli a uno spettacolo con la Filippini che fa la danza del ventre e invece far venir fuori Galeazzi che fa lo strip.

9) Sguinzagliare la SuperPoliziotta di Lugano Nicoletta a multare i cammelli in doppia fila

10) Invitarli in tutte le bettole del Ticino per il brindisi della pace, cosicchè, offesi dal loro rifiuto di accettare il merlot e il salamino, siano i gerenti offesi a morte a mazzolarli per bene e spedirli in cucina a cucinare la cassöla e la busecca.

Se queste misure si rivelassero insufficienti, c’è  sempre la  la soluzione definitiva e drastica: tradurre il Mattino della Domenica in arabo e presentarlo come il giornale ufficiale del nostro Cantone, per scoraggiare definitivamente l’ISIS ad avere a che fare con noi.

 

(courtesy of: Il Diavolo, 2016)

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