Il padre di Tamagni, una lezione di civiltà

Di

Ieri  sui social, grazie anche a un post di Jessica Bottinelli dei Verdi del Mendrisiotto, si è aperta un interessante discussione su uno degli aggressori di Damiano Tamagni, il povero ragazzo ucciso a carnevale una decina di anni fa. Scontata la sua pena, ora l’uomo lavora presso l’EOC come assistente di cura. Ma sentiamo cosa dice Jessica:

“Da ieri ne sto leggendo di tutti i colori su Facebok per l’assunzione di uno degli aggressori di Damiano Tamagni al Civico. Chiaramente ognuno dice la sua e la corsa è a chi la spara più grossa. La persona in questione ha subito una condanna, l’ha scontata e ora ha ripagato il suo debito con la società. Se il periodo di incarcerazione vi sembra troppo corto, se la giustizia vi sembra troppo lassista, invece di fare i leoni da tastiera fate qualcosa. Prendete in mano il codice penale e dateci un’occhiata, informatevi su come si possono cambiare le cose (referendum? Iniziativa?), sicuramente sbraitando da dietro una scrivania nulla cambierà mai in questo mondo imperfetto. Ma soprattutto prendete esempio dalle uniche persone che avrebbero diritto di parlare, i famigliari, e osservate il loro silenzio”.

Onore alla consigliera comunale dei Verdi che affronta con coraggio un tema spinoso. Intervistato da Ticinolibero, il Padre di Damiano, sostiene il concetto con grande civiltà e pietas umana, ma anche con grande pragmatismo:

“Per quanto riguarda gli aggressori di Damiano la giustizia ha fatto quello che poteva fare nei limiti di quanto le è concesso dalla legge e comunque ha fatto il suo corso (…)Penso che chiunque abbia pagato il suo debito debba avere la possibilità di rientrare nella società, aldilà della gravità del reato. D’altronde l’alternativa sarebbe di avere in giro persone a carico della società che senza un’occupazione fissa potrebbero ricadere con facilità in ulteriori azioni criminose”

Ed è lì il nocciolo della questione. Non è tanto un discorso di giusto o sbagliato, ma di logica. Se io commetto un reato, la legge mi punisce, una volta scontata la mia pena il diritto a una nuova vita e ad un lavoro è il modo più semplice per evitare che io torni a delinquere, creando così un nuovo danno alla società. Emarginare gli ex carcerati, serve solo a creare sacche di criminalità che fanno un ulteriore danno alla società stessa, che siamo noi. Siamo disposti, per puro spirito di vendetta, a barattare la nostra sicurezza?

Forse ogni tanto dovremmo usare davvero più il cervello che la pancia. Riabilitare chi ha subito una pena non è un regalo a quella persona, ma a noi. Ricordiamocelo la prossima volta, prima di fare i forcaioli sui social.

 

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!