“L’arte non è né di destra né di sinistra”

Di

Gentile Lorenzo Quadri

Personalmente non credo che un politico debba dimettersi per aver condiviso una bufala. Credo però che condividere o postare news che incitano all’odio e alla violenza (perché questo è) sia negativo per tutta la nostra società, indipendentemente dalle idee politiche che ognuno di noi ha. Però lei è un politico e non è stupido. Ha capito perfettamente che tipologia di strategia “social” deve utilizzare per far breccia in una grossa fetta dell’elettorato ticinese.
E lo fa benissimo. A lei non interessa piacere a tutti. A lei basta che il 30% degli elettori la pensino come lei e ha raggiunto il suo obbiettivo. Nulla da eccepire.

Detto ciò, mi spiace dirglielo, ma trovo il suo post (https://www.facebook.com/quadrilorenzo/posts/990696957727084) sullo spettacolo BESTIE DI SCENA andato in scena martedì e mercoledì al LAC una vera offesa a tutti quelli che fanno teatro, come professione o per puro hobby, a quelli che da anni frequentano con passione i teatri della Svizzera italiana, a quelli che dedicano tempo e profondo impegno, talvolta anche sotto forma di volontariato, per divulgare l’arte in Ticino.

L’arte non è né di destra né di sinistra. L’arte è arte punto.

Certo, può piacere o non piacere, ma qui il discorso è diverso.
Perché condannare e offendere pesantemente uno spettacolo che non ha nemmeno visto? Perché fare passare noi che ci andiamo per persone morbose che vanno a teatro solo per guardare cazzi fighe culi e tette e che magari poi tornano a casa e si masturbano?

Io questo spettacolo l’ho visto insieme ad altri 40 allievi del Mat Movimento Artistico Ticinese, di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali e politiche, e le posso garantire che di volgare e di pornografico non c’era nulla. Personalmente non è stato il lavoro di Emma Dante che ho apprezzato maggiormente, ma c’era una profonda poetica e degli splendidi attori in scena che lei nemmeno si può immaginare.

Leggendo i post dei suoi tantissimi sostenitori vengono spesso i brividi per la volgarità (in questo caso sì) e la violenza che emerge. È triste sentirsi catalogato come persona morbosa per il fatto di andare a vedere uno spettacolo teatrale con corpi nudi. Che poi chissà quanti di questi internauti passano le loro serate e le loro notti davanti al loro Mac o sul loro iPad a masturbarsi guardando qualche sito porno.

Come ha fatto la mia collega Cristina Zamboni, la invito cordialmente a frequentare anche se saltuariamente il LAC, il FOCE, il SOCIALE e le altre sale della svizzera italiana. Potrebbe rendersi conto anche lei che il teatro arricchisce le persone, l’anima delle persone. Poi per l’amor del cielo uno spettacolo può commuovere, entusiasmare, ma allo stesso modo annoiare o far incazzare lo spettatore.

Mi creda il LAC sta facendo tanto per la città e lo dico io che molto spesso lo critico senza peli sulla lingua. Purtroppo troppe persone, lei compreso anche se difficilmente lo ammetterà , sperano in un fallimento del progetto in modo da poter dire: “ecco, l’avevamo detto, soldi buttati al cesso per la kultura dei radicalchic”. Che poi se frequentasse i teatri si renderebbe conto che di persone radicalchic in platea ce ne sono ben poche.

Grazie al cielo i numeri degli spettatori della stagione del lis sono al di sopra di ogni previsione e la qualità degli spettacoli proposti è di livello internazionale.

Poi se qualcuno pensa che il teatro sia unicamente la commedia dialettale ticinese, allora in tal caso credo che ogni parola sia vana.

Saluti

Mirko D’Urso

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