Le girls di Pronzini

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È passata abbastanza inosservata la dichiarazione rilasciata da Lelia Guscio, della lista Lega-UDC-Noce-indipendenti in merito alla lista dell’MPS, che candida 5 donne e che la stessa Guscio definisce “ragazze immagine”. Ma leggiamo quello che dice Lelia Guscio:

“Assolutamente no. Pronzini, il solito provocatore, ha messo cinque donne in lista e sono loro le “ragazze immagine”. Sono sempre stata contraria alle quote rosa: una donna si mette a disposizione per le sue capacità e le sue esperienze e non perché è politicamente corretto mettere un certo numero di donne in lista.” 

A prescindere che Pronzini non è l’MPS, che si presume abbia una direttiva che sceglie le persone da mettere in lista, riteniamo un po’ ingeneroso che questa critica venga dalla signora Guscio. Ricordiamo che l’UDC ha una sola deputata in Gran Consiglio, Lara Filippini, e la Lega non ha mai brillato né come presenza femminile né come difesa dei diritti delle stesse. Basti pensare che la Lega, con quasi il doppio dei deputati, ha lo stesso numero di donne del PS. Il Noce presenta una candidata che sicuramente non è una ragazza immagine, Fallon Ciapini, digiuna completamente di politica, non avendo mai militato né in un partito, né in un consesso qualsiasi. Una persona priva di esperienza anche a livello lavorativo. Infatti, per quanto possiamo apprezzare la sua animazione a colpi di zumba alla piscina comunale, non è un settore dove ci si fa esperienza per dirigere un dipartimento.

Diciamo, dunque, che Pronzini sarebbe più autorizzato a parlare di “ragazze immagine” rispetto alla Guscio. Abbiamo raggiunto il diretto interessato, il quale sul tema ci ha ribadito: “Credo che non vi sia risposta migliore che quanto hanno scritto le cinque candidate della nostra lista.”

Le candidate tirate in ballo dalla Guscio, infatti, ribadiscono in una loro presa di posizione, che il loro intento è di battersi contro la discriminazione e per la dignità delle donne. E aggiungono:

 “La signora Guscio sostiene che le donne non si candidano e non sono attive in politica perché non hanno tempo, prese nell’impresa, assai complessa, di conciliare lavoro e famiglia. Un tema, quello dei tempi delle donne e della loro conciliazione vecchio quasi come il mondo e ancora attualissimo oggi. Sono sempre di più le donne che lavorano fuori casa, spesso con contratti precari e mal pagate, ma che devono ancora assumersi, spesso da sole, la stragrande maggioranza del lavoro domestico e di cura (…)”

Proseguono elencando motivazioni e problemi ben chiari alla sinistra da decenni. Discriminazione, poche facilitazioni per la cura dei figli, sfruttamento sul lavoro e discriminazione salariale. Insomma, non sembrano proprio “ragazze immagine”. Anzi, siamo del parere che la sinistra, oggettivamente, ha sempre spinto donne che hanno fatto della competenza e della caparbietà dei valori reali e non solo chiacchiere.

Auguri dunque alle donne dell’MPS.

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