Lorenza va al mercato

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Lorenza è una donna, una bella donna. La sua età rimane tutt’oggi un mistero ai più. E poi ha quello sguardo… che quando ti guarda capisci subito se ti sta per salutare gentilmente o mandarti a quel paese. Sa parlare con lo sguardo Lorenza, e ha anche un carattere, come dire, forte.

Sabato, durante il mercato di Bellinzona, il suo sguardo si è posato su un gruppo di leghisti che, attorno alla loro bancarella elettorale, hanno cominciato a sghignazzare alla vista del loro più acerrimo nemico: Corrado Mordasini. Sghignazzi, risate, battutine. Ci può stare, in fondo da queste colonne Corrado li massacra un giorno sì e un giorno no, è possibile che vi sia dell’astio nei suoi confronti e che la goliardia prenda il sopravvento. Poi qualcuno di loro sputa per terra. Lorenza, che forse non è abituata a cotanta manifestazione maschia, guarda la scena allibita. Ma come abbiamo detto non le manda certo a dire e il suo sguardo severo si posa sul mancato esemplare di lama, scuotendo la testa in segno di disappunto. Se ha sputato per disgusto verso Mordasini o perché aveva il ranteghino in gola non possiamo dirlo per certo, ma per certo sei in uno spazio pubblico affollato e per giunta al tuo stand, dove dovresti per lo meno mostrare il meglio. Ci andresti a comprare la frutta da uno che scatarra davanti alla cassetta delle mele? Non credo.

Di tutta risposta al suo sguardo, Lorenza riceve dall’esemplare in questione una visione in primo piano delle sue chiappe, un chiaro segno di far valere la propria supremazia tipico dei rapporti sociali tra babbuini. La cosa si ripete più volte, mentre Lorenza si allontana ormai divertita da queste manifestazioni d’affetto.

Non sappiamo cosa vota Lorenza, ma non credo che d’ora in poi voterà mai Lega. Atteggiamenti del genere verso persone che non si conoscono nemmeno e in un’occasione pubblica dove dovresti dimostrarti affabile, simpatico e gioviale lasciano ben intendere quello che sia oggi la base leghista, quella base che poi viene arruolata per riempire le liste alle elezioni e a stare alle bancarelle al mercato.

Anche se certi atteggiamenti sono più consueti allo zoo.

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