Ma Libero distingue fra Coop Svizzera e Coop Italia?

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Che “Libero” fosse il buco nero del giornalismo italiano lo sapevamo già da un po’, forse anche ben prima del famigerato titolo “Bastardi Islamici” a tutta pagina dopo la strage del Bataclan, per cui l’ex direttore Maurizio Belpietro, adesso incaricato di aizzare le folle italiche dagli schermi di Mediaset con l’altrettanto abominevole “Dalla Vostra Parte”, è stato rinviato a giudizio.

Ieri, il quotidiano adesso diretto da Vittorio Feltri ci ha regalato un’altra perla delle sue: fra un paio di tette di qua, un pezzo sensazionalistico sui profughi di là, un culo ben piazzato da un’altra parte, tutta roba che immagino sia sbattuta in prima pagina per dovere di cronaca e non perché fa fare un sacco di click, sbuca un articolo sui licenziamenti presso Coop Lombardia. Ora, premesso che ogni licenziamento è una tragedia in sé, l’articolo già di per sé parte all’insegna della pretestuosità, alimentata anche dal titolo totalmente modificato sulla pagina Facebook del giornale per attrarre più click: infatti, come si nota dalle immagini allegate, sul sito di Libero il titolo è “Coop Lombardia, il piano per lasciare a casa 200 persone”, con un piccolo occhiello “Hai capito i rossi?”, mentre sulla pagina Facebook, fonte di innumerevoli condivisioni del link, diventa magicamente “Hai capito i compagni delle Coop? Chi e quanti ne lasciano a casa”. E già qui Montanelli fa la trottola nella tomba; l’articolo poi, sull’onda della polemica anti-compagni delle Coop, utilizza i termini tipici degli attacchi destroidi alla Sinistra, parlando di “apocalisse”, di “Bagno di Sangue”, di “purghe di lavoratori”: premesso anche qui che tutti i licenziamenti, da parte di chiunque, sono una tragedia, ci chiediamo se Libero utilizzi le stesse metafore catastrofiche quando a mandare a casa i lavoratori sono il compare Marchionne e i suoi amici, o quando Vodafone, Telecom e gli altri colossi della telefonia delocalizzano nell’Europa dell’Est, o se con questo articolo vuole spezzare una lancia in loro favore dicendo “Ecco, vedete, lo fanno anche i compagni!!”.

Ma il trionfo del giornalAismo deve ancora arrivare.

Per dare un supporto visivo al meraviglioso articolo, viene inserita una foto di un punto vendita Coop, con il logo in bella vista. Peccato che la foto non sia di un supermercato Coop italiano, ma bensì di un punto vendita di Coop Svizzera, società del tutto indipendente e senza nessun rapporto con la sua omonima italiana, e anzi il cui logo è anche diverso, nei caratteri usati e nei colori (rosso e tondeggiante quello italiano, sfumato in arancione e di forma più schiacciata quello svizzero). Come se non bastasse, facendo una semplicissima ricerca per immagine su Google è possibile rintracciare la stessa immagine e constatare come sia erroneamente utilizzata da altre, numerose pagine web in cui si parla di Coop Italia: quindi è legittimo pensare che Libero, il grande giornale che svela la verità agli italiani, non ha nemmeno il buonsenso di utilizzare immagini proprie e magari, soprattutto, verificate, ma va a prenderle a caso dal web, senza accertarsi della provenienza e dell’effettiva coerenza di esse rispetto all’articolo.

Raggiunto dalla nostra redazione, il responsabile dei media di Coop Svizzera ringrazia il GAS per la segnalazione e comunica che chiederà a Libero la rimozione dell’immagine errata.

Capito, amico Feltri? Finché devi dare notizia di assunzioni in vista a Coop Italia, può anche andar bene, ma quando devi utilizzare immagini a caso per articoli polemici, forse è il caso di avere qualche cautela in più ed evitare certe figuracce: altrimenti giornalaio sei e giornalaio rimani.

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