Mario Branda, signore dei castelli

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Nella politica della Nuova Bellinzona, un posto d’onore è dedicato ai castelli. Vorremmo però capire se si tratta di una vera opportunità o solo di una questione di orgoglio cittadino. Magari partendo dal fatto che i manufatti sui colli che sovrastano la Turrita sono gli unici in Europa risalenti al dodicesimo secolo ancora in buone condizioni.

Mario Branda, i castelli di Bellinzona sembrerebbero uno dei fiori all’occhiello della sua politica per Bellinzona. Insomma, non è un po’ pochino? C’è chi dice che in fondo sono solo un mucchio di sassi, se facciamo un paragone coi castelli della Loira o dell’Austria…

Non si possono paragonare. Quelli di Bellinzona non sono residenze nobiliari ma elementi spettacolari di un complesso difensivo militare unico nel suo genere. Così si esprime l’Unesco sui nostri castelli: “L’insieme delle fortificazioni di Bellinzona è il solo esempio ancora visibile in tutto l’arco alpino d’architettura militare medioevale e si compone di diversi castelli uniti da una muraglia che sbarrava l’intera valle del Ticino e che circondavano la città a difesa della popolazione civile. Bellinzona costituisce anche un caso eccezionale per le grandiose fortificazioni del XV secolo e per le dimensioni della sua architettura, condizionata dal luogo, dalla sua topografia, e dall’eccellente stato di conservazione.”

Cosa ha previsto per il futuro? Quali migliorie? Quali investimenti e in che ambiti?

Stiamo lavorando su un progetto di valorizzazione di questo patrimonio, con lo scopo di renderlo più fruibile ai visitatori, usando tecnologie audio-video moderne, prevedendo spazi didattici e di gioco per i bambini, nuovi punti di ristorazione ed una nuova illuminazione dinamica. L’obiettivo a medio termine è di fare entrare il complesso monumentale dei castelli di Bellinzona tra le dieci principali attrazioni turistiche della Svizzera.

Il turismo a Bellinzona è comunque un turismo di giornata, o almeno se ne ha l’impressione. È possibile prolungare le soggiorno?

È possibile, anche se non possiamo comunque pensare di emulare Locarno o Lugano. Dobbiamo ricordarci che non ci sono solo i castelli; si tratta di valorizzare il paesaggio e i parchi della regione. Penso per esempio previsti percorsi di mountain-bike in valle Morobbia, a tragitti culturali-ciclabili attraverso il Parco del Piano di Magadino, alla messa in valore di percorsi sulla montagna di sponda destra (Alpi di Gorduno, ponte tibetano e via delle vigne a Gudo).

E i cittadini di Bellinzona e della cintura, in che modo potranno avvantaggiarsi di questo progetto a prescindere dall’eventuale indotto?

L’indotto naturalmente è importante. Ma quello che prevediamo possa interessare i turisti riguarda anche, e direi in primo luogo, gli abitanti della nostra regione del Cantone. Saranno i primi beneficiari dei progetti che mirano a far conoscere la nostra storia, quella dei popoli che in passato hanno abitato queste terre ed il nostro paesaggio. Oggi, spesso non ci rendiamo neppure conto di cosa rappresentino la Valle Morobbia o i Fortini della fame di Camorino, il Piano di Magadino. È sicuramente possibile farli conoscere meglio, in modo divertente e combinando con la possibilità di fare movimento all’aria aperta.

Branda riporterà allora i castelli al loro splendore medioevale?

Sono già belli oggi e molto è stato fatto in passato. Mi piacerebbe farli vivere in modo più intenso, devono diventare una presenza qualificante e tangibile della vita cittadina.

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