Mertens, Batistuta e l’atavica bassezza del calciatore

Di

Che tipi sono il belga Dries Mertens cresciuto all’ombra dell’antica università cattolica di Lovanio e l’argentino Gabriel Batistuta, ora commentatore televisivo? Due calciatori? Risposta esatta. Mertens, che in spregio agli sconfitti alza la gambetta e imita il gesto del cagnolino che urina, Batistuta che, ignaro delle guerre in corso, per celebrare una rete imbraccia un mitra e fa fuoco. Che tipi sono?

Già detto, ma proviamo a dirlo in inglese: “football players”. E allora? Sarà mica un insulto. Certo che no, per noi no, ma per uno dei massimi conoscitori della natura umana sì, per Shakespeare sì. Mettiamo che vogliate insultare un infame, come Re Lear, 430 anni fa: cominciamo con “slave”, schiavo? Passi. Poi magari “whoreson dog”? Cane figlio di p….? E va bene… Quindi “rascal”, nell’inglese del tempo qualcosa come carogna, farabutto? Va già meglio, ma non basta. E telefonare al “Mattino della Domenica”? Magari ci dà il copyright di qualche neologismo. Niente da fare, al GAS poi, figuriamoci. “Cur” forse? Incrocio fra due cani bastardi? In una nazione che aveva il culto della pura razza era un insulto mica male se rivolto a una persona. Ma Shakespeare ha in serbo l’arma segreta, l’insulto non plus ultra: “you base football-player!” Spregevole, infimo, calciatore! A quei tempi, direte… Certo di acqua ne è passata sotto i ponti di Stratford sul fiume Avon. Ora ci sono le regole. Ma qualcosa dell’atavica sconcezza di quel gioco è rimasta. Il 13 febbraio 1314 Re Edoardo II lo proibisce come un “Godless play”, un gioco “senza Dio”. Nel 1414 gli fa eco il collega scozzese Giacomo I: “That no man play at the Fute-ball”. Come, prego? Ce lo fa capire Philip Stubbes un educatore vissuto ai tempi di Shakespeare: “il football” è un insieme di “envy, malice, rancour,choler, hatred, displeasure” – invidia, malizia, rancore, collera, odio e disprezzo. Tutto qui? No, perché se questa è la norma, pochi giocatori sfuggono “alle fratture del collo, della schiena, delle gambe. Il naso perde sangue e gli occhi talvolta escono dalle orbite (“their eyes start out”). Caso chiuso? Forse. Stubbes dice che “sometimes”, si passa ad altro: “murder, homicide and great effusion of blood”. Si passa anche all’assassinio. “Ciò che Dio non vuole” aggiunge il Lord Mayor di Londra, l’odierno sindaco. Insomma, al confronto il calcio fiorentino, con i suoi 5 mediani denominato “sconciatori” è retto da precise regole, è nobile. Però, di progressi ne abbiamo fatti! È vero, ogni tanto in qualche rissa fra “ultras”, qualche morto ci scappa, ma è l’eccezione. Poi c’è il fair-play e il rispetto dell’avversario, contro il quale di norma, nemmeno con gesti simbolici, non si urina e nemmeno si lascia partire una sventagliata di mitra.

Brera parlava di “trance agonistica” per spiegare certi comportamenti. Telles che due minuti dopo un cartellino giallo si fa espellere per un fallo tanto brutale quanto stupido ai danni di Lichtsteiner e condanna il Porto alla sconfitta è un chiaro esempio di questo stato mentale. Ancor oggi il calciatore non sempre smentisce l’atavica, genetica nefandezza di cui l’accusa Shakespeare. E se il calciatore fosse semplicemente uno di noi, uno che non ha mai dato un calcio alla palla?

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!