Quadri, ti prego, fai il tuo lavoro!

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È ormai una speranza vana di noi illusi buonisti coglionisti, quella di vedere Lorenzo Quadri guadagnarsi la pagnotta a Berna (quella che gli paghiamo noi) facendo qualcosa di serio per i ticinesi o per la Svizzera, visto che è consigliere Nazionale, invece di continuare a inanellare come suo solito mozioni ed interpellanze inutili, o a votare fregature per i ticinesi fischiettando e guardando per aria.

Che si diverta pure, ma intanto non solo lo paghiamo, anzi, ci costa pure evadere le sue domande, come l’ultima in cui, pieno di furor patrio, chiedeva al Consiglio federale quanti siano gli stranieri nelle ex regie federali. Già in Ticino, Lega e democentristi si sono visti snocciolare, in merito a presunti dipendenti frontalieri di aziende statali e parastatali, cifre bulgare. RSI, con un pugno di frontalieri su 1’200 dipendenti, o BancaStato dove di frontaliere non ce n’era nemmeno uno su 400 impiegati. Roba da rendere fiero Ulrico da Winkelried.

Quadri fa l’ennesima figura da cioccolataio, quando infatti il Consiglio federale gli risponde che gli svizzeri in Ruag, FFS, Swisscom e Posta sono dall’84% al 90%. Teniamo conto che la percentuale di stranieri residenti, che varia da cantone a cantone, si attesta tra il 36% di Basilea e il 9,8% di Appenzello interno, cantone ospitale come una mutanda di cactus. E la media totale si aggira intorno al 22,6%.

Dunque, caro Lorenzo, gli stranieri nelle ex regie federali, sono addirittura di meno rispetto alla popolazione media: infatti, se la Svizzera vede un lavoratore di altra nazionalità (residente) e 3 svizzeri, nelle ex regie, questa media crolla a 1 su 10. Per l’ennesima volta un’interpellanza inutile, che si aggiunge alle centinaia che Quadri ha fatto e che non hanno mai portato a nulla. I problemi della Svizzera e del Ticino non si risolvono con queste menate da vecchietta incarognita, ma portando proposte, idee per migliorare, costruendo consenso e non dissenso.

E ricordiamo che non siamo noi a dire che Quadri a Berna è utile come un preservativo su un tulipano, sono le statistiche.

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