Quanto prende di canone Teleticino per fare l’1,5%?

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Non c’è che dire, è stata una lettura interessante quella del Rapporto annuale 2015 (quello del 2016 non è ancora apparso) di Mediapulse. Così, per divertirci un po’ e visto che sul tema – contrariamente a quanto fa la RSI sui suoi canali radiotelevisivi – da Melide arriva sempre un silenzio di tomba, abbiamo deciso di dare un’occhiata ai dati di Teleticino. Sapete com’è, prendendo il canone anche loro la curiosità è lecita.

Andiamo con ordine. Prendendo in esame la quota di mercato ogni quarto d’ora, ovvero la percentuale dei televisori sintonizzati su quel canale rispetto a tutti i televisori accesi, Teleticino ha un picco alle 18.45, totalizzando il 5%. Nel resto della giornata, è uno sfascio. Costantemente sotto al 2% (tranne alle 7:45) e con molti quarti d’ora addirittura sotto l’1%. Vero, durante la giornata Teleticino manda le noiosissime dirette della radio e repliche su repliche, quindi chi le guarda. Andiamo allora a spulciare il prime time, cioè la fascia oraria dove c’è più gente davanti agli schermi e gli spot pubblicitari costano di più. Insomma, quando l’emittente di Melide schiera i Tuor, i Righinetti o programmi come “Fuorigioco” o “A Fuoco” della direttrice promossa/rimossa prima che slittasse, chissà perché, in seconda, quasi terza serata. Ebbene, alle 21:00 si ferma all’1,6%, alle 21:15 ha già perso quasi il 20% degli spettatori scendendo all’1,3% e rimane su queste cifre fino alle 22:00.

Sì, ok, ma queste son percentuali. I numeri? Le persone fisiche davanti a Teleticino quante sono? Mediapulse ci dice anche questo con il rating, cioè né più né meno del numero di persone davanti al televisore. Notiamo che tra le 6:00 e le 18:15 la tabella indica un simpaticissimo zero: il che vuol dire che ci sono meno di mille persone a guardare Teleticino in ogni quarto d’ora preso in considerazione. Alle 18:45, con il telegiornale regionale, gli spettatori salgono mediamente a 4 mila per dimezzarsi a mediamente 2 mila tra le 21:00 e le 22:00 e dimezzarsi ulteriormente tra le 22:00 e le 23:00, quando davanti agli schermi ci sono in media un migliaio di persone. Insomma: ci sono più ticinesi che guardano Cielo che Teleticino.

Ci rimangono i dati delle quote di mercato da spulciare, e in questo Mediapulse ci dà un bell’aiuto dividendo in semestri, così da notare meglio un’evoluzione… quando c’è. Perché dall’1,4% del secondo semestre del 2014, Teleticino è scesa all’1,1% del primo semestre del 2015 e da lì non si è ancora mossa. Dati significativi, sì, ma Mediapulse offre una tabella ancora più interessante. Prendendo in esame la categoria di età più appetitosa e interessante per la pubblicità, ovvero quella 15-49 anni, cioè 149 mila persone, i semestri a partire dal primo del 2014 hanno mostrato queste quote di mercato: 0,7%, 1,0%, 1,1%, 0,7%, 0,7%, per finire il secondo semestre del 2016 con lo 0,8%.

Se fossimo degli inserzionisti non saremmo né tranquilli, né fiduciosi. Ma non siamo inserzionisti, noi facciamo informazione. E fare informazione porta anche a chiederci, e chiedere a nome dei nostri lettori, come e in che modo Teleticino utilizzi i soldi che prende dal canone. Perché se i risultati sono questi, chiunque arriva a capire che c’è qualcosa che non va.

Tanti auguri dunque al nuovo direttore di Teleticino Matteo Pelli il quale, oltre che bravo e molto simpatico, è pure fortunato: più in basso di così è impossibile andare.

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