Rapporto tra RSI e Svizzera italiana, veniamo al dunque

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“Trasparenza”, questo è il tasto su cui oggi a Besso, in occasione della presentazione dello studio del BAK di Basilea sull’impatto della RSI sul tessuto economico della Svizzera italiana, ha spinto maggiormente Maurizio Canetta. E trasparenza vuol dire anche, e soprattutto, parlare di numeri che, al contrario delle opinioni, sono incontrovertibili. Quindi vediamo insieme i risultati di questo studio.

Le conclusioni sono lapidarie: la Svizzera italiana dalla RSI ci guadagna solo. Prendendo in analisi gli effetti economici e secondari, infatti, il BAK ha calcolato che la RSI contribuisce direttamente alla salute dell’economia regionale con la creazione di un valore aggiunto lordo di 154 milioni e 1’087 posti di lavoro a tempo pieno. Sempre in Svizzera italiana, vanno contati altri 59 milioni di valore aggiunto e circa 500 occupazioni dettati dalla presenza della RSI.

Spesso anche su GAS si è parlato del meccanismo della perequazione finanziaria: la Svizzera italiana riceve molto più di quanto versa con il canone. Il BAK lo conferma, affermando nel suo studio che “a ogni franco di canone raccolto nella Svizzera italiana, vanno aggiunti altri tre franchi del canone nazionale”. Ma non è solo un discorso quantitativo, ovvero di quanti soldi in più arrivano per via della perequazione. Il BAK infatti ha analizzato anche il rapporto tra canone versato nella Svizzera italiana e il suo “utilizzo”. Ebbene, per un franco raccolto si generano 2,6 franchi di valore aggiunto alla RSI, mentre si sale a 3,7 franchi conteggiando il valore aggiunto nell’economia regionale.

Lo studio illustrato oggi da Marc Bros de Puechredon conferma quanto già detto più e più volte: la RSI svolge un ruolo vitale non solo per quanto concerne l’informazione pubblica e di qualità, ma anche in quanto protagonista attiva dell’economia. Come ha detto in chiusura il presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, se l’iniziativa No Billag passasse cancellerebbe la SSR/SRG: per questo è dunque giusto riconoscerne l’impatto nella nostra regione.

Non con delle opinioni. Ma con dei numeri e dei fatti.

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