“Sono intercettato!” Ma è Siri…

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In questa pazza, fuori da ogni logica, ma appunto per questo meravigliosa campagna elettorale in Francia ne abbiamo viste di ogni. Dal reddito di base dal costo di 400 miliardi che porterà il socialista Hamon a non farsi votare neanche dai parenti, a Fillon che assume moglie e figli incassando qualcosa come un milione di euro senza che moglie e figli abbiano lavorato un minuto per lui. Da Emmanuel Macron che ottiene il sostegno di Valls, a Mélenchon che fa così tanta tenerezza da quasi commuoversi. Sì, questo e altro. Ma il premio indiscusso, per ora, va a Gilbert Collard. Chi?!

Gilbert Collard è il più lepenista dei lepenisti del Fronte Nazionale. Presidente del patriottico Rassemblement Bleu Marine, è coordinatore della campagna elettorale di Marine Le Pen ed è stato presidente del comitato per la sua candidatura nel 2012. Un fedelissimo. Ma anche la prova vivente di che tragicomica cialtroneria alberghi nei nuovi demagoghi à la française.

Collard ha candidamente ammesso di essere “sotto ascolto”. Uella, pesante. Già François Fillon suscitò parecchie risate affermando che sarebbe vittima di complotti dell’Eliseo, ma questa è grave: il braccio destro di Marine Le Pen sotto ascolto! E come l’ha scoperto, di grazia? L’ha rivelato durante un’intervista a Radio Classique che potete godervi cliccando qui, ma che per comodità vi riportiamo per iscritto:

Moi, je suis sur écoute. Je le sais parce que mon téléphone, de temps en temps, se déclenche tout seul et me dit, c’est incroyable mais vrai : ‘Répétez ce que vous venez de dire’. Bon. Je vois pas comment le téléphone pourrait se déclencher tout seul.

Non siete pratici col francese? Semplifichiamo: a questo genio, ogni tanto, parte l’applicazione di Siri nel suo iPhone, magari tenendolo in tasca. E Siri, non capendo ciò che ascolta, chiede di ripetere. E il buon Collard, dimostrando quanto i complottisti da Facebook trovino sempre il proprio rappresentante perfetto nel mondo politico, ha pensato di essere intercettato immaginandosi Hollande in una stanza buia dell’Eliseo con le cuffie alle orecchie.

Non si sa se ridere o piangere. Perché, sì, la storia fa ridere. Ma fa anche piangere: chi dice peste e corna di Hollande, chi accusa l’Unione Europea di ogni male salvo poi usare i suoi soldi pro saccoccia e rifiutarsi di presentarsi dal giudice come Marine Le Pen, chi prende in giro Macron, chi infama ogni giorno il Canard Enchainé e il Quotidien di Yann Barthès… beh, alla fine scambia Siri per la nuova Stasi.

Dieci, cento, mille volte forza Macron.

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