Tra gobbismo e nazismo

Di

Michel Venturelli, criminologo e rompiballe a tempo perso, ha una grande qualità: quella di gettarsi a testa bassa nella mischia senza preoccuparsi delle conseguenze. Candidato per il CC di Bellinzona nella lista dei Verdi, paga (anche se ci dice che in realtà non ha intenzione di pagare nulla) la sua mancanza di peli sulla lingua.

Paragonando disinvoltamente il nazismo al Gobbismo, come ci ha dichiarato, è stato condannato dal procuratore generale John Noseda, insolitamente celere nel procedere contro di lui. La magistratura, a sentire Noseda, è oberata da incarti e straordinari, ma quando un ministro chiama si scatta. Ci fa piacere che la giustizia sia così celere nel difendere le sue strutture portanti. Citiamo da TIO, da cui apprendiamo la notizia l’entità delle dichiarazioni di Venturelli:

“Un articolo che parla di Gobbi condiviso su Facebook con il commento: «E noi stiamo a guardare. Con il nazismo è successa la stessa cosa». Un post dello stesso consigliere di Stato, rilanciato con la frase: «il Führer e il suo popolo». E, dulcis in fundo, una foto di Norman Gobbi con papa Francesco postata con una didascalia di stampo storico: «Pio XI diede la mano a Hitler».”

Il povero Venturelli, comunque, si trova nei guai proprio a causa di un articolo del GAS che aveva commentato. Un articolo sulla manifestazione di Chiasso in cui il ministro Gobbi, vergognosamente, non aveva moderato i commenti dei suoi followers. Commenti, quelli sì, che erano da denuncia per una buona parte. Commenti di una violenza e aggressività inaudite. Ma evidentemente dare delle zecche rosse mangiabambini del cazzo va bene, paragonare il ministro a regimi infelici no. E in tutto ciò, non fa male ricordare che il padre di Gobbi era assurto agli onori della cronaca più volte per aver condiviso post fascisti e antisemiti.

Venturelli non si lascia intimidire e intende andare a processo. Anche a noi, sinceramente, le accuse sembrano abbastanza deboli. I paragoni di Venturelli, seppur un po’ sopra le righe, non sembrano offensive dell’“onore” del ministro. E partiamo dal presupposto che uno l’onore debba averlo perché possa essere offeso. Affaire a suivre dunque. Di una cosa siamo sicuri, al processo di Venturelli ci saremo.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!