UDC e Lega hanno paura

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Il 57% degli svizzeri, stando a un sondaggio di gfs.bern pubblicato dalla NZZ am Sonntag, approva il progetto con cui le Camere federali hanno deciso di risolvere il casino innescato dall’approvazione dell’iniziativa Contro l’immigrazione di massa.

Per carità, è un sondaggio. Ma questa così alta percentuale, unita al fatto che i più soddisfatti secondo questa stima sarebbero proprio i ticinesi, fa pensare (sperare?) che l’urlo di pancia stia iniziando a lasciar spazio a un più consono pragmatismo. Ciò si evince dal fatto che la domanda non è stata posta così a caso, ma all’interno di una vera e propria indagine che ha preso sì in considerazione la cosiddetta “preferenza light”, ma allargando il campo alla questione Accordi bilaterali. Insomma, gfs.bern ha fatto quello che avrebbero dovuto fare sin dal primo giorno di campagna UDC e Lega: dire che gli Accordi bilaterali erano in conflitto con il 9 febbraio. Ma perché spingiamo su questo tasto? Perché sta progressivamente aumentando la percentuale di svizzeri che nei Bilaterali vedono “esclusivamente o piuttosto vantaggi”: dal 43% del 2015 si è arrivati al 50% registrato in questo sondaggio. Il 77% di chi sostiene i Bilaterali, per di più, afferma di farlo per i vantaggi economici che portano.

Ed è in questi numeri che si trova sia il perché l’UDC non lancerà mai un’iniziativa contro gli Accordi bilaterali sia il motivo per cui il referendum di Stojanovic non ha raccolto il sostegno delle destre. Perché la tanto vituperata approvazione della “preferenza light” alla gente va bene? Per il fatto che l’UDC abbia fatto votare un articolo inapplicabile esattamente come con “Prima i nostri”? Per il fatto che il dibattito sia durato tre anni e sia stato basato, spesso, sul niente? Perché l’UDC stessa oltre che della gran canea non ha proposto nulla di nulla, salvo bisticciare e cambiare idea sui domenicali ogni due settimane? Un po’ di tutto questo, certo. Ma forse nella popolazione sta iniziando a far breccia il concetto che da questi famosi Accordi bilaterali, libera circolazione compresa, abbiamo solo da guadagnarci.

E in Ticino più di qualcuno dovrebbe iniziare a chiedersi perché un pacchetto di Accordi – approvati a più riprese dal popolo –, sta portando beneficio all’economia nazionale ma (forse) non alla nostra. Più di qualcuno dovrebbe chiedersi se sia veramente colpa dei Bilaterali o di una classe politica e un mondo imprenditoriale inetti a dir poco. Se i direttori delle finanze dei cantoni di frontiera si sono opposti ai contingenti e, ad esempio a Ginevra, pure a mettere un limite ai frontalieri mentre in Ticino si bercia in allegria contro Europa e tagliàn è perché oltre Gottardo son tutti matti o perché forse, ma forse, non siamo così perfetti come crediamo?

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