Un altro problema per Gobbi?

Di

È dell’altroieri una lettera inviata dal comune di Locarno alla sezione della popolazione del DI, in merito alla riorganizzazione degli uffici della migrazione presentato alla stampa a inizio mese.

Presunto scopo del Dipartimento istituzioni, snellire le pratiche e attuare dei risparmi, centralizzando a Lugano tutti gli incarti riguardanti permessi “B” “G” o “L”. L’informatizzazione dei moduli dovrebbe, a sentire il DI, velocizzare il tutto e permettere controlli più serrati. Questo iter prevede però la soppressione di 5 sportelli attualmente esistenti, tra cui quello di Locarno. Ed ecco dunque emergere il disagio della Municipalità in merito a un’operazione che sembra non convincere.

Locarno è preoccupata. Prima di tutto per i suoi residenti confederati e germanici, vacche d’oro del locarnese, dove lasciano fior di soldoni e contribuiscono a fare lievitare il parco immobiliare. Infatti, dei 100’000 stranieri presenti nel cantone, 16’000 risiedono nel solo locarnese. La crisi e l’iniziativa Weber rivolta a ridurre le abitazioni secondarie, hanno già intaccato il settore e Locarno, detto in parole povere, teme che i ricchi svizzeri germanici si scoccino di dover andare fino a Lugano a espletare le loro pratiche.

Ma non solo. Giustamente, la città di Locarno scrive:

 “La vostra proposta di inasprire lo scrutinio di polizia, indistintamente, nei confronti di tutte le persone straniere interessate al nostro territorio, per la maggior parte persone corrette, che hanno lavorato intensamente tutta una vita (…) non potrà che determinare una diminuzione d’attrattiva nel nostro territorio (…) Analogamente, vale per gli stranieri residenti che, col loro onesto lavoro, contribuiscono al nostro PIL.”

E prosegue, citando anche i vituperati frontalieri, che sembrerebbero essere anche risorsa e non solo ladri di lavoro:

“Inoltre non si comprende quale si la necessità di far vidimare i passaporti alla polizia Cantonale a Lugano, se non quale inutile perdita di tempo per gli oltre 4’000 frontalieri della vicina regione del Verbano Cusio Ossola, che ogni giorno vengono da noi a svolgere il proprio lavoro nei settori più disparati”.

La lettera conclude ribadendo così, di non essere d’accordo con Gobbi in merito alla chiusura degli uffici regionali e chiede di rivedere la decisione. La visione poliziesca di Gobbi in merito agli stranieri trova così una battuta d’arresto in questa presa di posizione. Restiamo in attesa di vedere se le altre regioni prenderanno anch’esse posizione in merito.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!