Un gioco demente al risparmio

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I fatti della Argo 1 e di Beltraminelli hanno messo alla luce di sicuro l’enorme faciloneria mostrata nel gestire le commesse esterne e poca chiarezza nella loro delibera. Un altro punto però è sotto gli occhi di tutti, anche se non se n’è parlato.

Beltraminelli e il suo staff avrebbero scelto la Argo 1 perché costava meno. 35 franchi l’ora a fronte circa dei 50 della ditta che precedente svolgeva il servizio. Certo avrebbero dovuto domandarsi il perché un crollo così repentino dei costi, ma se non se lo sono domandati è certamente anche per la foia di risparmio che ha colto il governo negli ultimi anni. Questa paranoia ha portato a perdere la lucidità e a fare corse assurde al risparmio, senza valutare le conseguenze che spesso questi risparmi comportano. Come minimo, un degrado del servizio reso quando non addirittura, come nel caso della Argo 1, un ricorso sistematico alla truffa. Chi ha un minimo di esperienza di cosa pubblica sa che spesso il prezzo più basso non è garanzia di un lavoro ben svolto, e lo sanno anche i privati. Inoltre lo stato, che un privato non è, deve garantire che le condizioni dei lavoratori e del servizio vengano tutelate. Se il privato può fregarsene di stipendi irrisori o scarsi, così non può fare il governo, il cui mandato è anche tutelare il lavoro dei suoi cittadini. E 35 franchi all’ora, calcolando contributi e spese di gestione, difficilmente potevano garantire una gestione pulita del servizio.

Ci lamentiamo ma in realtà il politico è ingabbiato. Sa che non ha alternative se vuole essere rieletto. Ci lamentiamo se non fa bene il suo lavoro e però non gli diamo i mezzi per farlo. Sarebbe sufficiente, è talmente logico da essere lapalissiano, aumentare le tasse di poco. Basterebbe probabilmente mezzo punto o toh, un punto percentuale, ma i cittadini si immolerebbero su una pira piuttosto che pagare un franco in più, anche se quel franco poi porterebbe al miglioramento dei servizi per loro stessi. Ed è qui il problema reale. Prigionieri del tabù di non spendere, siamo disposti ad esternalizzare, privatizzare o avere servizi indecorosi. Ci facciamo del male da soli sull’altare di un presunto stato vessatorio e tassatore, quando la Svizzera ha probabilmente il carico fiscale più basso d’Europa.

Dovremmo aumentare le tasse, di poco. Poche decine di franchi in più all’anno ci permetterebbero di avere uno stato forte e in grado di esercitare il suo mandato. Ma non lo faremo mai. Affogheremo con lui fieri del moltiplicatore immobile come la sfinge.

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