25 aprile. Da che parte stai?

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Già l’anno scorso avevamo scritto del 25 aprile, e molte delle reazioni che abbiamo incontrato di fronte a questa nostra scelta furono del tipo: “È una festa italiana, non ci interessa.” E vi assicuro che abbiamo riportato una versione molto politicamente corretta del pensiero. Visto dunque la reazione dell’anno scorso noi ci torniamo su nuovamente, tentando di far passare un certo tipo di messaggio e motivare la perseveranza della nostra scelta.

Il 25 aprile è festa nazionale italiana, lo sanno anche i paracarri. Si celebra la liberazione dal nazifascismo. Non è la sagra della porchetta. Dopo 20 anni di regime fascista e due anni di occupazione nazista gli italiani, grazie alla lotta partigiana e al supporto delle forze alleate, liberano il paese e iniziano il loro percorso democratico. Non sono bruscolini questa roba qua, hanno impugnato il fucile, c’è gente che è morta per questo sogno di liberazione. E tutto questo non è capitato dall’altra parte del mondo, ma appena fuori i nostri confini, anzi, soprattutto fuori i nostri confini. Lombardia e Piemonte sono state zone con una forte presenza partigiana. Avevamo i tedeschi che chiedevano asilo politico al confine di Chiasso, c’era Mussolini che tentò di scappare in Svizzera per salvare la pelle. Non eravamo immuni da quello che accadeva al di là della ramina, non lo siamo mai stati e non lo saremo mai. Chi tra i molti ticinesi con origini italiane di seconda o terza generazione ha avuto il nonno o altri parenti impegnati nella Resistenza? Pare già abbastanza per capire che non è solo “roba da italiani”.

E comunque il 25 aprile non è solo Italia, è anche Portogallo. Nel 1974 la “Rivoluzione dei Garofani” rovescia il regime dittatoriale di stampo fascista di Salazar e riporta la democrazia nel paese. Anche qua una liberazione, ancora dallo stesso male, dal fascismo. Il 25 aprile è proprio sinonimo di Liberazione dal nazifascismo, non solo in Italia e non solo in Portogallo. Nel 1945 sarebbero mancati pochi giorni alla conclusione definitiva del conflitto mondiale in Europa con la definitiva caduta del regime nazista. I partigiani non vi erano solo in Italia, ma in Francia, in Grecia, in Jugoslavia, Belgio, Polonia, Olanda. Il 25 aprile è un eredità per l’intera Europa. Che l’Italia ne abbia fatto festa nazionale è semplicemente una scelta di carattere istituzionale.

Il 25 aprile è però anche una di quelle date scomode, specialmente in quest’epoca del qualunquismo e del relativismo, del non sono razzista ma.., condivido alcune cose però… . No. Il 25 aprile è frutto di quelle persone che hanno deciso da che parte stare e, ancora oggi, il 25 aprile ti pone davanti questo quesito: da che parte stai? Non è stata la sagra della porchetta abbiamo detto, è stata la liberazione dal nazifascismo, non solo per gli italiani, ma per tutti noi. Il nazi fascismo è stato debellato dall’Europa, ma sta prepotentemente tornando sotto altre forme. Anche qui. C’è quindi sempre e ancora più bisogno di celebrare giornate come queste. Da che parte stai?

Noi lo sapete da che parte stiamo, dedicando queste poche righe a questa giornata abbiamo chiarito, se ve ne fosse ancora bisogno, la nostra posizione. E se ancora, leggendo questo articolo, vi chiederete cosa ve ne frega del 25 aprile beh, sapremo da che parte state. Agli altri buon 25 aprile. Resistere! Resistere! Resistere!

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