A Cuba come volontari

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In un’era di egoismo e individualismo, dove il collettivismo è visto come una minaccia per lo sfruttamento e il capitale, è quasi doveroso a dare voce a questa iniziativa.

Non tanto perché siamo di parte, ma in quanto perché il volontariato in situazioni diverse dalla nostra, in paesi con concezioni completamente diverse dalle nostre, può essere davvero un’esperienza eccezionale, soprattutto per i giovani.

Le brigate di lavoro volontario José Martì sono composte da volontari di tutta Europa e di tutte le età. Giovani, ragazzi, adulti e anche qualche vigoroso anziano (d’altronde il lavoro a Cuba nei campi o nell’edilizia non è proprio leggerino, visto anche il clima. Ma ridurre il tutto a solo lavoro sarebbe fuorviante). Nelle tre settimane dal 3 al 22 luglio 2017, chi decidesse di aderire si troverebbe anche ad approfittare di visite all’Havana, a ospedali e scuole, ad attività sportive e anche a tre giorni di turismo sula costa.

Un’occasione impagabile per lavorare, ridere, fare festa e pensare insieme ai cubani stessi. L’opportunità di toccare nel profondo una realtà che infiamma i sogni della sinistra da quasi 60 anni.

Alcune informazioni più pragmatiche ma di certo utili: il costo della permanenza, che copre tutto, è di 550 fr per tre settimane, poco più di 180 franchi a settimana. Comprende vitto e alloggio al campo, che contiene strutture sportive e per lo svago, ed è munito di wireless, visite guidate e tre giorni in località turistica. Inoltre c’è il prezzo del viaggio che per Cuba dovrebbe attestarsi intorno al migliaio di franchi. Insomma, non una vacanza ma un’esperienza profonda e indimenticabile, che ci porteremo dietro per tuta la vita.

Che dire di più? La presentazione delle brigate, per chi volesse più informazioni, si terrà alla Casa del Popolo sabato 8 aprile alle 20:00

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