AhiAyAy Massimiliano!

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Nella Turchia di Erdogan dopo il tentativo di colpo di stato sono stati arrestati 231 giornalisti (fonte portale on line “Turkey Purge”). Per Reporter senza frontiere la Turchia detiene il primato mondiale di giornalisti incarcerati, davanti a Egitto e Cina.

L’incarcerazione è soltanto una delle misure adottate da Erdogan per controllare i media. Sono stati chiusi 149 giornali e case editrici. Nel contempo nascono “pool mediatici” vicini al governo e finanziati attraverso contributi statali. Imbavagliata la stampa democratica e di opposizione, Erdogan tenta ora, col referendum costituzionale del 16 aprile, di estendere il suo potere trasformando la Turchia in una dittatura.

In una singolare lettera apparsa sul “Corriere del Ticino” Massimiliano Ay, di ritorno da un viaggio in Turchia, scrive che “non bisogna esagerare a dipingere la situazione”. Il partito comunista turco “si è riunito senza arresti” e – beato lui – c’è anche “un bel movimento” a livello di partiti di opposizione.

Meno male che in Turchia stiamo tornando alla libertà.

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