Bambini 2.0

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Io non mi ricordo di aver avuto compagni di classe “iperattivi”, affetti da ADHD (sindrome da deficit di attenzione), non pronti per la prima elementare. No io mi ricordo che eravamo bambini dell’asilo e se proprio dovevano classificarci eravamo “vivaci”, “maleducati”, “rompicoglioni” e “capricciosi”.

Adesso nell’epoca del digitale tutto corre velocissimo, le diagnosi poi vanno alla velocità della luce. Pare che abbiamo messo al mondo una serie di disagiati di vario genere. Per fortuna che ci spensiamo noi a creare nuovi impieghi, almeno nel sociale. Pare proprio che i nostri figli abbiano tutti almeno un problema. Immaginatevi voi quel pargoletto sereno, perfettamente in linea con gli standard delle tabelle (io le odio, solo la curva dei percentili mi fa cagare e ne parlo in seguito), capace di disegnare cerchi perfetti, che in prima elementare è già indeciso se giocare al piccolo chimico o all’archeologo. No un momento, non lo può fare! In primo luogo perché si sporca e secondo perché va prima lateralizzato, il suo futuro può essere compromesso: è ambidestro!

Questi sono alcuni difetti di fabbrica che si captano tra i discorsi delle mamme moderne. Torniamo alle tabelle, certo perché la riproduzione umana ormai è standardizzata. Nasci e ti fanno la prima valutazione con l’indice apgar, poi si passa alle tabelle dei percentili e qui Santi Numi la coppia alta un metro e dieci va in paranoia perché il loro frugoletto non è al novantesimo come il fanciullo della coppia alta due metri e quaranta. Scattano le competizioni: “il mio cammina”, “il mio fa i calcoli”, “il mio a un mese contava fino a diecimila e stava lì buono buono”.

All’asilo le tabelle vengono consultate come un oracolo: altezza, peso, vaccinati, non vaccinati, geni della letteratura piuttosto che futuri architetti o scienziati di vario genere. Non può esistere un bambino semplicemente introverso, vivace, disinteressato a una disciplina o che pecca in una materia. No Signori, questo pupo verrà bollato come problematico o affetto da chissà che razza di sindrome. Allora inizia l’iter degli specialisti per capire, poverino, di cosa sia sofferente. Ad ognuno di loro viene diagnosticato qualcosa, mai però che si vada a vedere nel complesso la situazione.

Sento di ragazzini che a 4 anni vanno a letto a mezzanotte, genitori stremati. Chi comanda? Il moccioso ovviamente, che poi in sede scolastica sarà sconvolto dal sonno e per non collassare sul banco e restare vigile spaccherà le palle a tutta la classe. L’insegnante lo farà valutare da espertissimi in materia et voilà un bel quadro clinico cucito su misura per lui.

I bambini non si toccano! Sono il nostro futuro. Prima di accollargli un problema che nella maggior parte dei casi non hanno, non sarebbe meglio valutare il contorno? Possibile che in una classe di venticinque alunni, ventidue abbiano un conflitto interiore? Non vengono mai valutati gli insegnanti secondo queste importantissime tabelle?

Adesso la sparo, e non vogliatemene perché non vorrei metterci malizia, ma la “programmazione del sistema bambino 2.0” viene impostata già dalla scuola dell’infanzia? Li vogliamo davvero tutti uguali? Non vogliamo più quelli che ragionano secondo le loro idee e si esprimono attraverso un disegno che non venga poi valutato da illustrissimi psichiatri? Io capisco che i tempi moderni impongano a queste personcine, perché sono persone pure loro, di crescere in fretta ma in questa fretta si insegna loro la tecnica del ragionamento?

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