Cittadinanza onoraria di Como a Lisa Bosia?

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La società sembra sempre più divisa tra chi vorrebbe aiutare i migranti anche solo ad avere un tetto sulla testa e un piatto caldo, e chi ne ignora colpevolmente l’esistenza, quando non si fa forte di ignobili attacchi che spesso superano anche i limiti dell’umana decenza. È don Giusto, parroco di Como, a dare l’allarme dopo che si è visto chiudere il centro notturno gestito dalla parrocchia, unico luogo in cui i migranti in transito potevano riposare ed avere un minimo di cure.

Silenziosa la giunta di Como che ignora il problema, e colpevolmente insensibile anche il Governo ticinese, col ministro Gobbi in primis. Il parroco spende parole anche per Lisa Bosia, che incassa sempre più consensi da quella parte di società civile che, spogliandosi dell’ipocrisia, riconosce il dramma in atto e cerca, se non delle soluzioni, perlomeno dei palliativi. In un articolo de laRegione, a firma Marco Marelli, Don Giusto dichiara:

“Non è un crimine l’eccesso di umanità; e come tale non si può essere condannati. Le leggi vanno rispettate, ma non si può porre sullo stesso piano i passatori che si fanno pagare e chi, invece, fa un’opera misericordiosa. Solo chi non è dentro questi problemi, non può capire certe azioni. Solo chi la scorsa estate non ha frequentato la stazione di Como San Giovanni, non si rende conto che occorre costruire ponti e non alzare barricate”.

Ma non solo il parroco “complice” di Lisa ne tesse le lodi: Celeste Grossi, candidata sindaco di Como alle prossime amministrative di giugno, nella riunione del Consiglio Comunale della città ha proposto la cittadinanza onoraria a Lisa Bosia Mirra e ha stigmatizzato il comportamento della magistratura, che ha ignorato il memoriale dove la Bosia spiegava i motivi umanitari alla base del suo gesto:

“Quella mossa a Lisa è un’accusa assurda, che certamente sarà rigettata nel corso del dibattimento, ma che ferisce tutte e tutti i cittadini di Como che la scorsa estate hanno abbracciato le ragazze, i ragazzi, le bambine e i bambini, accampati sul prato della stazione San Giovanni. Come Lisa siamo tutti colpevoli, perché come lei pensiamo non possa esserci legalità se non c’è giustizia.”

Lisa Bosia riceve una valanga di insulti e cascate di rabbia, soprattutto sui social, ma incamera anche molti assist di semplici cittadini. Lettere ai giornali, messaggi, post sui social. Uno per tutti, Francesco, che scrive su laRegione il suo appoggio a Lisa e conclude la lettera con queste parole:

“…sono convinto che Lisa Bosia sarà prosciolta se continuerà l’iter giudiziario, quindi forza Lisa non mollare, per te e per tutta quella lunga serie di disperati che cercano fortuna transitando nel nostro Paese.”

Noi invece citiamo Marguerite Yourcenar, scrittrice e prima donna eletta all’Académie française:

“È nel buio che devi guardare con disobbedienza, ottimismo e avventatezza.”

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