Il modo di fare politica

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Se leggiamo e interpretiamo i grandi temi di questi ultimi decenni, ci rendiamo conto che un certo modo di fare politica insegue, con scarso successo, le soluzioni più opportune.

La frase sopra è già rivelatrice: “un certo modo di fare politica” e “insegue”. Infatti, chi fa politica vera non insegue, anticipa.

Non ha senso cercare colpe e colpevoli. Ha però molto senso cercare le cause, perché hanno originato le conseguenze che viviamo oggi, epoca in cui è palese che il futuro non può essere demandato ad “un certo modo di fare politica”.

Un esempio su tutti: Laurent Drouet, Valentina Bosetti e Massimo Tavoni – professori universitari di estrazione e paesi diversi – hanno presentato una ricerca non tanto finalizzata a lanciare l’allarme sul clima, ma a denunciare il ritardo con cui la politica si sta chinando sulla questione, peraltro prediligendo l’approccio scientifico che a stento comprende e, senza capire appieno le istanze scientifiche, sostengono i tre ricercatori, la politica non può assumere le decisioni corrette e razionali. Il clima diventa così, concludono i tre, un problema politico e scientifico.

Per questo motivo i paesi europei (e non solo), nominano figure quali quelle del digital champion, di mister agenda digitale e profili provenienti dal mondo della sociologia, del diritto, della filosofia e di altre discipline non sempre (immediatamente) legate allo sviluppo delle economie locali e internazionali.

Chi governa non per forza deve avere competenze multidisciplinari approfondite, deve però avere l’umiltà utile ad ammettere di avere bisogno un supporto per comprendere al meglio i temi che dovrà affrontare.

Alcuni paesi (tra questi l’Italia) hanno cominciato a capire che il social media help è un ottimo vettore e che tende, per sua natura, a tracciare le strade che la politica neppure ha intuito si potessero tracciare. I social media sono un ultra-strato, un quarto livello di pelle che permea il mondo in cui viviamo, il modo in cui compriamo, il modo in cui lavoriamo, quello in cui ci divertiamo, il modo in cui ci informiamo. Le aziende usano il web per comprare, vendere, trovare e fidelizzare clienti, persino per finanziarsi.

Il social media help non è un’applicazione, un sito o una specifica rete sociale. È una corrente di pensiero che usa il web come mezzo di sviluppo e di trasmissione, in cui un numero imprecisato e variabile di persone si unisce per trovare soluzioni a problemi specifici, in alcuni casi ancora prima che la politica si attivi. Non c’è un motivo valido per cui il web non possa fare ciò che la politica, almeno fino ad oggi, non ha ritenuto plausibile o necessario fare.

Un caso su tutti – ma l’elenco è ben più lungo – riguarda il crowdfunding, il finanziamento dal basso che nei paesi anglofoni, da diversi anni, permette a chi ha idee valide di metterle in produzione. L’Italia, una volta capita l’importanza del fenomeno, è stato il primo paese europeo a regolamentarlo, offrendo così alle aziende nazionali un canale alternativo di approvvigionamento di denaro. I motivi per cui il crowdfunding ha dato soddisfazioni solo parziali sono da ricercare nella cultura popolare e nella scarsa trasparenza dell’assetto bancario italiano, ma questo è un altro discorso.

Arrivano da più parti le conferme: sempre più governanti, non da ultimo l’ex presidente Usa, ha conferito a terzi il compito di trovare soluzioni (sì, soprattutto in materia di tutela dell’ambiente) chiedendo poi al comparto politico di volere sugellare con le opportune leggi le soluzioni fornite, dando vita a una serie di pacchetti più robusti ed efficaci di quelli messi in auge fino a quel momento.

Quando un governante allestisce team di specialisti per analizzare la genesi di problemi e soluzioni, non trasmette incompetenza, fa un atto di coraggio che gli permetterà di anticipare i problemi e non di inseguirli.

Lo hanno capito i francesi, gli italiani, persino la potentissima America. E a Bellinzona? Chi è mister agenda digitale in Ticino? Chi il digital champion? Quali esperti di cambiamenti climatici sono stati convocati per analizzare la situazione?

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