Il profugo e l’agnello

Di

Non sono Jean de La Fontaine ed è ben lungi da me tirarvi una filippica con la morale finale, però una riflessione va fatta.

L’immagine che allego racchiude tutto il senso che viene dato alla Pasqua nei vari social.

Sopra vediamo una foto tratta da un articolo, del 29 maggio 2016 de Il Giornale, che titolava “Naufragio canale di Sicilia, strage di bimbi in mare”. Sotto una foto tratta dal web che raffigura la macellazione degli agnelli.

Il peso dato ai cadaveri dalle persone, che si confrontano su FB, è identico al peso delle immagini nel collage che ho voluto fare per voi. Molti hanno pubblicato almeno un pensiero per quei piccoli agnellini che verranno strappati brutalmente alla madre, per essere mangiati durante una terribile e ingiusta tradizione ormai obsoleta. Insomma nel 2017 ci sono miliardi di alternative negli scaffali del supermercato: il maiale, il tacchino, il tofu, … il profughino scampato al naufragio ma che ha perso i genitori.

Ah no, la carne umana non si mangia, si massacra e si getta agli squali. La si rispedisce al mittente senza interessarsi se poi giunge davvero a destinazione e senza neppure farsi uno scrupolo su cosa ne sarà di quegli esseri. Vorrei sapere che differenza fanno questi internauti quando vedono un bambino (pure un adulto) ripescato dopo giorni in mare e un agnello sgozzato e sanguinante. È vero, il liquido ematico che sgorga dalla gola dei cuccioli delle pecore fa impressione ma non fa orrore il corpicino di una vittima di annegamento? Tutto gonfio, cianotico, tumefatto. No? Eppure a Pasqua uno dovrebbe riflettere sui valori, sul lato umano, su un Cristo che si sarebbe fatto mettere in croce dopo torture brutali per tutti noi. Io non sono credente, ma comunque mi si impongono queste “Feste” e le accetto, vuoi perché la maggioranza vince, vuoi perché sono occasione di fare vacanza.

Comunque resto sempre lì con il naso in mezzo alla faccia quando leggo certe considerazioni, davvero non capisco. Sarà la mia infinita stupidità però a me si stringe il cuore a pensare a dei genitori, a una qualunque madre che perde un figlio. È contronatura, che sia umana o animale. È inutile mandare i soldi a Natale alle associazioni umanitarie per sciacquarsi la coscienza visto che lavarsela proprio sarebbe impossibile vista la coerenza. Ricordo che alle elementari si faceva la gara per stare di banco con un bimbo che arrivava dalla guerra, era gratificante poter fare qualcosa per dargli un minuto di serenità e fargli dimenticare per qualche istante gli orrori e le violenze. Siamo veramente la versione adulta di quei bambini? Cosa è successo strada facendo? Prima di pensare a cosa ci viene tolto io penserei a cosa può esserci insegnato. Anche perché poi in estate sugli stessi social io le vedo le vostre belle coscette abbronzate sulle spiagge, fatevelo un giro anche fuori dal villaggio se avete il coraggio.

Buona Pasqua.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!