“In nome dell’amore”

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No, non è una provocazione: per cosa, il 4 aprile di 49 anni fa a Memphis, è morto Martin Luther King?

Simbolo, idolo e persona tra le più importanti del Novecento che eredità ha lasciato a questo mondo sempre più disastrato? Cosa è cambiato dal giorno di 49 anni fa in cui si affacciò dal balcone della sua camera d’albergo e un proiettile lo colpì alla testa?

In America la caccia al nero è uno sport ancora parecchio praticato, soprattutto dalla polizia e soprattutto negli Stati del sud. Gli incappucciati del Ku Klux Klan non solo non sono spariti, ma hanno pure appoggiato convintamente la candidatura di Donald Trump cantando infine vittoria mentre tutto il pianeta si guardava stupito negli occhi.

Uscendo dalle questioni razziali non è che le cose vadano molto meglio. Sempre Trump ha bloccato i fondi per l’aborto e revocato le linee guida di Barack Obama per i diritti dei transgender. Ma magari i diritti calpestati fossero solo una questione americana e di quel castigo d’uomo che hanno votato. Ogni giorno leggiamo in tutto il mondo di omosessuali picchiati quando non ammazzati, minoranze ghettizzate quando non massacrate, giornalisti uccisi o ridotti al silenzio, bombe che distruggono città intere, madri che piangono i figli morti, richiedenti l’asilo trattati in modo disumano, minorenni respinti alle frontiere, bestialità scritte sui social. Cosa resta in questo sfascio di decadenza e miseria? L’amore, forse.

Sì, l’amore cantato dagli U2 in Pride (In the name of love), il loro tributo a Martin Luther King. Resta l’amore con cui possiamo e dobbiamo combattere ingiustizie e vigliaccherie, bassezze e ignoranza. L’amore con cui possiamo e dobbiamo accompagnare ogni lotta libertaria e per i diritti: degli oppressi, delle minoranze che ancora oggi soffrono, muoiono. Ma amano. Come Martin Luther King.

Sarà sufficiente? Forse no. Anzi, sicuramente no. Ma è quando guarderemo la nostra faccia allo specchio che scopriremo che almeno con noi, con la nostra coscienza avremo vinto.

Quattro aprile, mattina presto / uno sparo echeggia nel cielo di Memphis / Finalmente libero, hanno preso la tua vita / non potevano toglierti l’orgoglio

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