Populisti in lacrime e… in fuorigioco

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Si può essere rieletti a capo del proprio partito e scoppiare a piangere in preda allo sconforto? Sì, se ti chiami Frauke Petry e sei a capo dei demagoghi tedeschi di Alternative für Deutschland (AfD). Ma che è successo?

In pratica Petry è stata sì riconfermata, ma il suo partito è a un passo dall’implosione e l’ha tiepidamente applaudita, criticandola in ogni modo. Soprattutto perché mentre in Europa la demagogia e il populismo la stanno facendo da padroni, la Germania sembra aver sviluppato anticorpi belli forti. AfD infatti sta precipitando nei sondaggi, e nei vari länder dove si è recentemente votato ha tutto tranne che sfondato. Il fatto che la crisi migratoria in Germania sia stata gestita bene e ora stia rientrando sicuramente aiuta, ma da una parte il Paese ha dimostrato di essere ancora dalla parte di Angela Merkel, e dall’altro da quando nel campo socialdemocratico è sceso in campo Martin Schultz la SPD è cresciuta togliendo voti ai demagoghi di Frauke Petry, che si è così trovata in mezzo all’arrembante ritorno della politica, quella vera. E questa è la dimostrazione che dove ci sono sia una destra sia una sinistra serie, spazio per questi apprendisti stregoni non ve ne è.

Domenica, la Welt am Sonntag ha intervistato Philipp Lahm, capitano del Bayern Monaco ed ex capitano della nazionale tedesca che ha sollevato la Coppa del Mondo sotto al Maracanà nel 2014. Lahm si è lanciato a gamba tesa – lui, mai espulso in vita sua – contro AfD: “La Germania deve respingere il tentativo di prendere il potere messo in atto dal movimento di AfD”. Rincarando la dose subito dopo, dicendo che la Germania si è molto impegnata per diventare un Paese cosmopolita e che “viviamo in una società sana, non dobbiamo permettere che ciò vada perso. Penso, immagino come la maggior parte della gente, che alla Germania non dovrebbe essere permesso di svoltare a destra”.

Insomma, populisti in lacrime e in fuorigioco. Chissà mai che le cose un giorno inizino a raddrizzarsi.

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