Putin il boia

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Putin è un duro. Piace. Sia all’estrema destra che all’estrema sinistra. Ma Putin è un boia. È un imperialista che fa impallidire certi tristi personaggi targati USA.

Teatro Dubrovka a Mosca, 2002, 15 anni fa. Putin c’era già. Putin c’è sempre. 40 “terroristi” ceceni, tra cui anche vedove di guerra, in realtà disperati guerriglieri che non hanno più nulla da perdere dopo i massacri nelle loro terre che hanno quasi dimezzato la popolazione, irrompono nel teatro dell’opera, sequestrando 850 civili. Gli Specnaz, le forze speciali russe, inseriscono un gas narcotico nelle condutture. Muoiono, probabilmente fucilati sul posto, 39 guerriglieri. Li accompagnano nel sonno eterno 200 civili. Non si sa ancora oggi se fosse fentanyl, un oppiaceo sintetico, o gas nervino.

2004, Beslan, Ossezia del Nord, Inguscezia, appiccicata alla Cecenia e teatro di atroci devastazioni russe durante la guerra precedente. 32 ribelli ceceni prendono in ostaggio una scuola con 1200 allievi.

Gli Specnaz che ormai conosciamo intervengono dopo tre giorni. Muoiono i terroristi. 186 bambini rimangono immoti con lo sguardo bianco a fissare le nuvole del Caucaso. 700 sono i feriti. Un incubo che Beslan non ha ancora superato.

Siria, 2017. attacco aereo con gas chimici nel villaggio di Khan Sheikhun: 86 vittime di cui 30 bambini, per ora. Sono stati gli scherani di Hassad o i militari di Putin? Tutti negano naturalmente, ma le immagini oscene di ragazzini tremanti e pieni di bava che i telegiornali ci hanno trasmesso sono l’apogeo dell’infamità bellica. È guerra questa? A tenere la città erano i ribelli siriani, non i terroristi dell’Isis.

Gli amanti di Putin, i folli che idolatrano l’uomo forte russo, soprattutto in Italia, dovrebbero riflettere. Putin combatte il terrorismo, ma i suoi effetti collaterali sono quelli del cianuro. Così sono capaci tutti. In Occidente nessun capo di stato si potrebbe permettere di massacrare centinaia di concittadini pur di eliminare dei terroristi.

Putin nega, sempre. Ma Putin è, a tutti gli effetti, un dittatore. 4 mandati di fila (uno gestito dalla marionetta Medvedev), guerre, prevaricazioni, oppressione nei confronti dei media, persecuzioni degli omosessuali. Putin è un degno contraltare di Trump. Due farabutti, uno di fronte all’altro. E il mondo con loro, oggi, non è di certo più sicuro.

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