Quadri e la definizione di razzismo

Di

Francesco Sottobosco è un profilo fake di Facebook. È abbastanza conosciuto e seguito perché, stranamente, usa la testa e anche se a volte non sei d’accordo con lui o piuttosto non ti piace come esprime certi concetti, la testa la usa bene. Si capisce che Francesco è una persona acuta e di cultura, che evidentemente non può usare il suo vero volto per tema di ripercussioni. Non so chi è e non mi interessa saperlo. Lo piglio per quello che è e lo leggo volentieri a volte, senza dovere per forza limonarci insieme. Questa volta, con grande schiettezza, ci spiega senza fronzoli una verità palese ai più e spesso mascherata. Ma lasciamo la parola a Francesco, che commenta questo post di Quadri in merito alla recente disgrazia, che ha visto la morte di un 43enne del mendrisiotto, morto per una caduta in seguito a un pugno a tradimento.

Risposta.

No, ma è discriminazione dare la notizia solo se c’è scritto “di origine balcanica” e non darla se c’è scritto “ticinese”. Perchè dai l’errata percezione che “i ticinesi quelle cose non le fanno”. E non è censura non dire dove cazzo sono nati i nonni, semplicemente non è pertinente con la notizia. Se per te è pertinente (o addirittura diventa la discriminante con cui decidi se pubblicare o meno), è perché vuoi dare una peculiarità di una persona ad un intero gruppo di persone e quella è LA DEFINIZIONE di razzismo. E parliamoci chiaro, non è l’unico, anzi si sono accodati praticamente tutti. il prossimo passo? “si era svizzero, si i nonni erano svizzeri, si i bisnonni pure, ma è andato una volta in vacanza a Rovigno, quindi scriviamo “un giovane con reminiscenze croate”. Perchè lo svizzero non può delinquere per definizione: quindi se c’è l’atto delittuoso deve per forza esserci qualche problema con la svizzeritudine.

Ha ragione Francesco. Al saldo delle chiacchiere, l’intento di Quadri e di tanti come lui è proprio questo. Non colpire l’omicida, il ladro o il criminale, ma criminalizzare tutta un’etnia per le colpe di uno. E sarebbe triste dover tornare a esempi come Bomio per ribadire che non tutti i ticinesi, ovvio, hanno malsane pulsioni verso i ragazzini. Il nazismo chiedeva generazioni di purezza per avere la patente di veri tedeschi. Dobbiamo tornare a questi concetti dementi per sentirci una nazione?

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