Salvini e le scimmie urlatrici

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Che Matteo Salvini sia un misero arruffapopoli e un razzistello di periferia lo sanno tutti. Anzi, probabilmente non lo è nemmeno: gli frega solo, come a tanti dirigenti leghisti nostrani, raccattare voti di gente arrabbiata che trova facili capri espiatori negli immigrati. Il recente fatto riguardante Lorenzo Quadri ce lo insegna. Stesse modalità, squallide fotocopie comportamentali, schemi triti e ritriti. Questa gente non regala sogni e speranza, distribuisce invece rabbia e dolore, e su queste ci costruisce miseri e squallidi regni.

Questo ennesimo post di Salvini non sarebbe nemmeno degno di attenzione, segue un mantra, un’abitudine. Nel disegno salviniano l’immigrato non è che un parassita, gli è funzionale così. Ma splendida è la risposta di un internauta. Vale la pena di leggerla, perché questa risposta ci insegna cosa siano l’umanità, il sogno, la fantasia. Ci fa vedere l’abissale discrepanza tra buonisti e cattivisti. Ci insegna che c’è gente che vive col cuore pieno e a testa alta e chi si rattrappisce nel buio del proprio odio.

Leggete. Leggete la risposta di Emiliano Rubbi. Rubbi è un internauta. Un emerito nessuno come voi e me. Non è Salvini, non ha milioni di followers, ma può parlare, e noi, possiamo ascoltarlo:

Vedi, Matthew, il punto è questo: quei ragazzi stanno giocando a pallone.

Ed è una cosa bellissima che, dopo aver rischiato la vita ed essere sopravvissuti ad un viaggio che tu neanche immagini possano arrivare in Italia e distrarsi, non pensarci, essere felici per qualche minuto tirando due calci a un pallone, come un normale ragazzo della loro età.

Ma li avresti potuti fotografare anche mentre non fanno nulla, perché per i primi tre mesi in cui arrivano qui non possono lavorare, e allora avresti scritto che “vengono qui a bighellonare”, a “ciondolare in giro”.

Oppure li avresti potuti fotografare quando si danno da fare e cercano di trovarsi un lavoretto, e allora avresti scritto che “ci rubano il lavoro”, “#PRIMAGLIITALIANI”.

Li avresti potuti fotografare a letto, quando dormono, e avresti scritto che “non vogliono fare nulla”, “vengono qui a dormire”, “#RUSPA”.

Li avresti potuti fotografare col telefono in mano, mentre cercano di contattare i parenti per dirgli che stanno bene, e avresti parlato di “falsi profughi con l’iPhone”.

La verità è che a te e alle scimmie urlatrici che commentano i tuoi post dà fastidio che esistano, che siano vivi.
Non importa se giocano a pallone, studiano o lavorano, a te interessa usare le loro facce, il colore della loro pelle, le loro vite, per ottenere voti.

Ma vuoi sapere qual è la cosa più triste, Matte’? Che loro neanche sanno che esisti. Non sanno che tu e lo stuolo di ritardati che ti vota in questo momento li state odiando perché tirano due calci a una palla. Non lo capirebbero. E basterebbe questo a farti capire quanto siano migliori di te.

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