Secondo Gobbi la criminalità organizzata è solo italiana

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“Né il governo né la Commissione europea sono stati informati delle decisioni svizzere. Per questo ho convocato l’ambasciatore di Berna per un’audizione. Ho poi predisposto una lettera per i ministri di Esteri e Interno perché si attivino per capire quel che succede”. 

Questo dice al Corriere della Sera Laura Ravetto, presidente del Comitato parlamentare di controllo sul trattato di Schengen. Il quotidiano italiano ricorda che la querelle dei valichi e dei certificati penali sta diventando un caso diplomatico e interpella anche il ministro Gobbi, ministro che con la sua antipatia anti italiana sta creando seriamente danno e pregiudizio al Ticino e ai ticinesi. Il Corriere domanda a Gobbi:“Ma come mai la restrizione non si applica agli stranieri che entrano da Francia o Germania?”

Ed ecco la fresca risposta di Supernorman: “Perché in quei Paesi non esistono le organizzazioni criminali presenti in Italia. E comunque le persone senza precedenti penali non hanno nulla da temere; è solo un argine alle infiltrazioni malavitose”.

Gobbi dovrebbe essere più informato sulle questioni criminali, visto che è anche direttore del Dipartimento delle istituzioni che presiede le polizie. Illudersi che chiudendo quattro frontierine si creino difficoltà alla criminalità organizzata è non solo ingenuo, ma anche, per l’ennesima volta, offensivo rispetto gli italiani. Ricordiamo noi allora a Gobbi cosa succede in Germania e Francia.

In Francia la mafia corsa è specializzata nel narcotraffico legato alla sua posizione strategica. I corsi collaborano spesso e volentieri col milieu di Marsiglia, forse la più famosa organizzazione criminale francese. Il milieu di Nizza, invece, controlla soprattutto casinò e gioco d’azzardo. Quello di Grenoble, invece, presenta dagli anni ‘90 ramificazioni di Cosa Nostra. Mafia nigeriana e serba, presenti in Italia, lo sono anche in Francia e Germania, gestiscono soprattutto prostituzione e narcotraffico. Aggiungiamo, per buona misura, le organizzazioni criminali magrebine, molto forti in Francia avendo quest’ultima una forte comunità algerina dovuta al suo stato di ex colonia.

La Germania, enorme paese con 80 milioni di abitanti, conta 5,93 milioni di atti criminali nel solo 2010. In Germania, addirittura, la cosa si fa esponenziale, perché vi sono ben presenti e salde la Mafia siciliana, la ‘ndrangheta calabrese, la camorra napoletana, le mafie russa e albanese, oltre alle organizzazioni criminali turche.

E non parliamo di cellule dell’Isis, molto attive sia in Francia che in Germania.

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo ragionamento astruso per giustificare provvedimenti che servono solo ad aumentare continuamente gli attriti diplomatici con l’Italia. Illudersi di fermare il crimine organizzato con questi metodi è come cercare di fermare un emorragia con un pacchetto di cerotti.

Ravetto conclude così la sua intervista al Corriere:“in Ticino il tasso di disoccupazione è bassissimo. (in effetti rispetto all’Italia è decisamente basso, NdR). Non vorrei che fosse un’iniziativa propagandistica di alcuni partiti identitari del Cantone”.

Gobbi vuole mostrare i muscoli ai suoi, e probabilmente la Ravetto non è così lontana dal vero.

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