Solidarietà a Roberta Pantani

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Speriamo ti venga un grosso cancro, a te e ad i tuoi puzzolenti compagni di partito”. Questo è stato il messaggio inviato su Facebook alla consigliera nazionale leghista Roberta Pantani e da lei stessa reso pubblico nella giornata di ieri.

Alla signora Pantani va data, con forza e ad alta voce, tutta la solidarietà possibile. Non esistono colori politici davanti all’idiozia, come non esistono antipatie o simpatie. Quello della deriva che sono i social network è un argomento che più e più volte questo portale ha denunciato. Anche a Gas sono arrivati auguri simili, spesso corredati da insulti di varia specie. E fu proprio Gas, nel dicembre scorso, a denunciare dei deliranti post che auguravano la morte a Giovanni Merlini. Rimanendo nel campo dei social, ci son volute alcune denunce di Manuele Bertoli perché – è un esempio a caso, eh – il Mattinonline chiudesse lo spazio dei commenti e facesse sparire dalla notte alla mattina mesi e mesi di link con commenti i quali oltreché essere volgari e infamanti rappresentavano pure la negazione di anni e anni di evoluzione della specie.

Se non piace l’azione politica di Roberta Pantani, la si contesti come decenza ed educazione vogliono. C’è la fortuna di avere una Lega dei Ticinesi che quotidianamente offre spunti di critica per incoerenze varie e modi alle volte spicci, quasi sempre poco ortodossi di approcciarsi a temi delicatissimi? Forza, sotto con articoli, approfondimenti, denunce dell’Attilio che assume frontalieri, delle iniziative inapplicabili proposte in votazione. Forza, sotto con le analisi che mostrano come da quando la Lega ha raddoppiato in Consiglio di Stato le cose non siano affatto migliorate, si spieghi che l’approccio sulla questione dei valichi chiusi sia stato a dir poco discutibile. Ma con argomentazioni, non con gli insulti e le minacce. Anche questo è marcare le distanze dalla fogna che sono i social network: non usare il loro linguaggio, non usare i loro metodi. Dimostrare di essere più civili, seppur nel disaccordo.

Se ci sono troll col bandierone svizzero che augurano la morte alle “zecche rosse” e anonimi leoni da tastiera che insultano chiunque non la pensi come loro, non si è moralmente autorizzati a essere uguali a loro. Se non si concorda con la Pantani lo si faccia rimanendo persone civili e attaccando sui temi. Che di materiale ce n’è.

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