Il Ticino e il degrado della legge

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Il Ticino è un paese piccolo e una realtà particolare. Essere l’unico cantone completamente italofono con un bacino d’utenza di 350’000 persone lo rende particolarmente vulnerabile. Lo sa bene la magistratura, che nel nostro cantone subisce pressioni mediatiche e politiche molto più pesanti che nel resto del paese. Il Mattino per esempio è in prima linea nel criticare procuratori che a suo parere non fanno quello che dovrebbero.

In questi giorni inoltre, la procura pubblica si è trovata costretta ad emanare un comunicato per calmare gli animi in merito alla morte di un 43enne in seguito a un tafferuglio al di fuori di una discoteca a Gordola. I giustizieri da tastiera su Facebook si erano trasformati nell’equivalente dei forcaioli da far west, quelli che si mettevano coi forconi le fiaccole davanti alla prigione invocando l’impiccagione del detenuto. Oggi, complici i social, anche la pressione popolare concorre a creare problemi alla procura, impedendole di fare serenamente il proprio lavoro. A chi giudica sui social bisognerebbe ricordare che per emettere una sentenza servono un’inchiesta approfondita basata su fatti e testimonianze. Non si può bruciare qualcuno col lanciafiamme o impiccarlo solo per sentito dire.

In questo clima sereno arriva la pluritrombata Sabrina Aldi (bocciata due volte per un posto in procura, guarda caso) che invoca, insieme all’amica Filippini, un cambiamento nelle leggi che designano i magistrati. In breve: basta commissioni, i procuratori e i giudici devono essere eletti dal popolo (come nel far west, appunto). Naturalmente solo a chiacchiere, visto che comunque un giudice o un procuratore deve attenersi alle leggi e al codice penale, non può inventarsi i reati e le pene. Questo naturalmente aprirebbe un’autostrada a giuristi e avvocaticchi poco svegli, che troverebbero nella Lega e nell’UDC un nido caldo e accogliente per far fiorire le proprie incompetenze. Seconda fregatura: con l’elezione popolare non ci sarebbe lottizzazione. Non è vero, i candidati sarebbero comunque sostenuti dai partiti. Inoltre i partiti con più forza finanziaria sarebbero di nuovo favoriti, squilibrando così la magistratura. Perché piaccia o no, quella che chiamiamo lottizzazione è la fotocopia del parlamento che garantisce, perlomeno nelle intenzioni, un equilibrio proporzionale tra le forze che governano il nostro cantone.

Diciamolo fuori dai denti, un sistema del genere avrebbe mandato in procura una scamorza come la Aldi in carrozza. E la Aldi non è stata bocciata due volte per vendetta, ma proprio perché non aveva i requisiti. Ed è proprio questo che vogliono leghisti e UDC. Non è un caso che questa proposta salti fuori in questi giorni in cui centinaia di webeti esprimono e spremono la loro bile invocando tortura e morte improvvisa per il presunto colpevole del fatto di Gordola.

La deriva di queste proposte politiche è pesante, perché oltre a mettere sempre più pressione sulla magistratura, crea le premesse per uno stato sempre più totalitario. Le conquiste fatte in decenni, in secoli, sono messe in dubbio per uno squallido tornaconto politico. Tocca alla società civile, tutta, a prescindere dal colore politico, trovare gli anticorpi. L’alternativa è il far west. E allora cominciamo pure a oliare le colt, perché volerà un sacco di piombo, che lo vogliamo o no.

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