Iniziativa sulla Civica, populismo dei soliti noti

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Il Gran consiglio ha approvato il progetto dell’insegnamento della Civica, ma le contestazioni di merito restano. Per due motivi molto semplici.

Il primo l’ha spiegato benissimo la granconsigliera socialista Pugno Ghirlanda. Infatti, la deputata ha snocciolato numeri finora poco conosciuti. Come hanno giudicato il potenziamento della civica i docenti interpellati cinque anni fa? “Il 70% dei docenti di Scuola media ritiene che il lavoro di potenziamento sia stato svolto come richiesto; il 24% dice che la situazione è stabile; il 6% dei docenti ha visto una regressione nell’insegnamento di questa materia.” Il 6%, signori. Il 6% di chi quotidianamente è confrontato con il problema.

Ma c’è anche un’altra domanda che ci siamo fatti tutti: la civica viene già insegnata, ha senso un’operazione spot come questa per – si pensa – potenziarla? Non sembrerebbe, perché Pugno Ghirlanda ha portato all’attenzione altri dati. Una domanda rivolta agli insegnanti chiedeva se elementi di civica fossero integrati in altre materie e quali. Le risposte sono chiarissime: “il 100% degli insegnanti di cultura generale ha integrato elementi di civica, così come l’82% degli insegnanti di italiano, filosofia e umanismo, il 98% degli insegnanti di storia e geografia; l’84% degli insegnanti di economia e diritto e il 78% di insegnanti di altre materie.”

Il problema quindi, come si evince e c’arriva anche un Siccardi qualunque, non è quante ore dedicare all’insegnamento della Civica come materia. Perché la Civica è già ben presente e lo dicono gli stessi docenti. Il problema è l’ultimo denunciato da Pugno Ghirlanda, e presente anche nel famoso studio SUPSI: il 20% dei giovani è totalmente disinteressato a tutto quanto attiene alla civica e alla cittadinanza in generale.

Di questo dato bisognerebbe chiedere conto, e siamo al secondo motivo, ai membri del comitato promotore: a Siccardi che fa gli annunci per raccogliere firme dietro pagamento, o a Quadri che ogni domenica scrive di “governikkio”, “parlamentikkio”, “balivi” e “7 bambèla”. Queste sono le ultime persone nel cantone che possono permettersi di parlare di Civica e di dire a dei docenti, che dedicano la loro vita all’insegnamento e alla crescita dei nostri ragazzi, come fare. L’ATIS, Associazione Ticinese Insegnanti di Storia, ha già ventilato la possibilità di lanciare un referendum. Seguiremo da vicino la questione. Intanto grazie a Daniela Pugno Ghirlanda per aver, con la sola forza dei numeri e dei dati, smascherato l’ennesima iniziativa populista dei soliti noti.

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