La pay-civica di Siccardi

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Chi in questi giorni ha letto il Corriere, si è imbattuto in un’opinione di Alberto Siccardi. I più coraggiosi si sono cimentati nella lettura scoprendo, se già non lo sapevano, che per fare impresa non è necessario padroneggiare grammatica e sintassi.

Siccardi, che è uno che anche giustamente si fa gli affari suoi, letteralmente, e che si preoccupa più della sua azienda che del mondo che lo circonda, ha una sperticata passione per la civica. Il che va anche bene, ognuno ha i suoi hobbies: c’è chi costruisce trenini, chi sbaccalisce farfalle e chi ribalta politicamente paesi dell’America latina. Nell’articolo, Siccardi spiega il perché della sua crociata, della sua raccolta firme per insegnare di più la civica a scuola. Che poi, qualunque docente potrà spiegarti che una cosa è la civica e una cosa il senso civico. Infatti nonostante le 5 ore settimanali di matematica alle medie, i nostri figli non finiscono a lavorare tutti al MIT di Boston o al Cern di Ginevra. Ma sentiamo Siccardi, che col suo italiano creativo ci spiega cos’è la democrazia:

“La conoscenza dei propri diritti e doveri è sinonimo di libertà e di dignità per tutti noi. Diventa però una terribile frustrazione quando un uomo che li conosce non può fare nulla per farli valere, perché vive in Paesi dove la gestione della cosa pubblica, l’istruzione e la redistribuzione dei redditi sono imposti dall’alto e spesso inaccettabili.”

Ok Alberto, ma mica viviamo in Kazakistan. Quella Svizzera federalista non è la democrazia presa ad esempio e decantata in mezzo mondo? Chissà perché ho come idea che per te la distribuzione dei redditi riguardi molto il “tuo” di reddito e le tasse che ci paghi. Poi Alberto Siccardi va avanti col suo pistolotto anti Europa, e va bene, ma ci sforziamo veramente di far lavorare le meningi sul passo seguente:

“Se il nostro Paese ha una spesa pubblica, ai livelli federale, cantonale e comunale, assolutamente sotto controllo (…) lo dobbiamo alla civica. Le tassazioni sono tali da lasciare ai cittadini un reddito disponibile sufficiente per vivere in modo dignitoso e gli investimenti interni e stranieri sono soddisfacenti.”

Il controllo della spesa pubblica c’entra con la civica? Noi credevamo che c’entrasse con il sistema di governo, ma probabilmente non eravamo attenti alle lezioni di civica.

“Un giovane deve imparare l’uguaglianza e la giustizia fra gli uomini, rifuggire dai pregiudizi razziali e culturali e rispettare l’ambiente. E aggiungo anche che deve avere una formazione la migliore per le sue future attività, impegnarsi per ottenere il meglio da sé stesso, affrontando la vita moderna con coraggio e apertura mentale. (…)”

Clap clap, dico davvero, bravo Siccardi, stavolta condivido appieno e tientela da conto perché probabilmente sarà la prima e l’ultima volta. Ma tesoro, queste cose mica gliele insegna la civica ai ragazzi. Tocca a dei genitori gentili, lungimiranti, non incazzati col mondo, avviare i propri figli su questa strada. Finisci l’articolo tirando fuori di nuovo gli orrori dei paesi che ci circondano e scusa ma chissenfrega, noi siamo qui, mica lì, e il nostro sistema politico amministrativo è nostro, mica loro.

Siccardi conclude giustamente orgoglioso per aver raccolto 10’000 firme in 8 giorni. Omette di dire che ha pagato per raccoglierle. Scusa Alberto, ma non è proprio un bel modo per avviare dei giovani verso l’uguaglianza, la giustizia e quelle cose lì. Tu gli insegni che la democrazia avvantaggia chi ha i soldi. Il che è anche vero. Ma se insegniamo meglio la civica queste cose non dovremmo dirgliele? Non dovremmo dirgli che l’UDC spesso vince perché butta milioni nelle campagne che altri partiti non hanno? O che tu e Ghiringhelli pagate dei galoppini per raccogliere le firme? Mica è una bella democrazia questa.

“…la gente vuole che i loro figli siano educati all’esercizio dei loro diritti. (…)”

 Bravo Siccardi, e che magari ci si confronti, democraticamente ad armi pari. Perché ti dico una cosa: forse se fai fatica a raccogliere delle firme e devi pagare per raggranellarle, è perché alla gente quel tema non interessa tanto. Ma magari è solo l’opinione supponente di uno che le firme va a raccoglierle tra amici e vicini di casa.

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