L’Arte di raccontarla, episodi stravaganti nella storia dell’arte: Courbet e la Colonna

Di

La colonna Vendôme domina la piazza omonima di Parigi dai suoi 44 metri. Al colmo la statua di Napoleone osserva la vastità della capitale francese. È proprio l’imperatore francese a volerla, per celebrare la sua armata vittoriosa dopo la battaglia di Austerlitz e fu eretta dal 1806. Ispirata alla tradizione romana, in particolar modo alla colonna Traiana di Roma, la colonna è decorata con lastre di bronzo ottenute fondendo i cannoni austriaci e russi sottratti dai francesi ai nemici. Alla fine la colonna viene eretta nel 1806 e oggi è ancora lì. Ma non lo è stata sempre e la storia tribolata di questo monumento è degna d’essere raccontata.

Nel 1870 i fasti napoleonici sono solo un ricordo. È in corso la guerra franco prussiana, i tedeschi sono alle porte di Parigi, nella capitale il Governo di Difesa Nazionale che aveva proclamato la Repubblica da pochi giorni riceve una missiva. Nella lettera viene richiesto di demolire la colonna, dando l’incarico all’amministrazione del Museo dell’artiglieria, e facendo trasportare i materiali all’hôtel de la Monnaie. Lo scritto è firmato Gustave Courbet e le sue motivazioni si riassumono così:  “La colonna Vendôme è un monumento privo di ogni valore artistico e tendente a perpetuare, con il suo significato, le idee di guerra e di conquista respinte dal sentimento di una nazione repubblicana” .

Nel 1870 Courbet non è il primo bao che passa di là, è tra i maggiori pittori dell’epoca, padre fondatore dello stile realista. È una persona discutibile nei modi e nello stile di vita assai libertario, ma formidabile nel ritrarre la società parigina dell’epoca, dalla nobiltà alle prostitute. Nessuno mai aveva avuto il coraggio di ritrarre un basso ventre femminile con gli organi genitali in bella vista presentandola al Salon col titolo “l’Origine del mondo”. Courbet lo ha fatto.

La lettera rimase nel cassetto del Governo di Difesa Nazionale, ma nel 1871, con l’avanzata prussiana, i parigini non ci stanno e destituendo il governo provvisorio fondano il 18 di marzo la Comune di Parigi. Courbet salutò con commozione e sincero ardore questa nuova forma di governo, divenendo membro del suo Consiglio e Assessore all’istruzione pubblica. L’entusiasmo di quei giorni fece sì, inoltre, che si riaprirono certi cassetti. Il 12 aprile viene deliberata dalla Comune la demolizione della colonna, attuata effettivamente il 16 maggio 1871. Courbet non è presente all’esecuzione materiale, non firma nessun decreto in merito, ma la lettera che da il via a tutta questa vicenda porta la sua firma e dopo il 28 maggio, alla fine dell’esperienza comunitaria terminata con fiotti di sangue per tutta la capitale, l’unico mandante sicuro dell’abbattimento della Colonna Vendôme è lui. Il 7 giugno 1871 Courbet viene arrestato e messo a processo per abuso di autorità. Viene condannato ad una pena pecuniaria , alla solvenza delle spese processuali e alla detenzione per 6 mesi. La pena pecuniaria, già ingente, divenne ancora più esorbitante quando Courbet, a seguito di un nuovo processo nel 1873, venne sanzionato per un totale di 323 091 franchi e 68 centesimi, pagabile a rete, così da rimborsare le spese di ricostruzione della colonna Vendôme. Ormai Courbet è finito, il Salon del 1872 lo rifiuta e per evitare ulteriori ripercussioni Courbet si rifugia in Svizzera. Ormai la Comune è definitivamente consegnata alla storia, gli impressionisti capitanati da Monet stanno prendendo il sopravvento, il realismo, con l’avvento della fotografia, sembra vecchio di secoli. Courbet in Svizzera affoga i suoi dispiaceri nell’alcol, la cirrosi epatica avanza, accompagnata da un’obesità cronica. Il 1 gennaio 1878 si avvicina, in quella data Courbet dovrà versare la prima rata per erigere la colonna Vendôme. Non lo farà mai. Il 31 dicembre 1877 Gustave Courbet si spegne a La Tour-de-Peilz, presso Vevey.

La Colonna Vendôme viene ri-eretta senza il contributo finanziario di Courbet. Ma ormai i simboli di Parigi sono altri, nel 1889 vede la luce la Tour Eiffel, che dai suoi 300 metri ridicolizza qualsiasi altra costruzione della Ville Lumière. La Colonna Vendôme cede il posto di simbolo della Grandeur francese per diventare solo un souvenir come tanti altri, una semplice cornice per il salotto buono di Parigi, un crollo nell’oblio che forse Courbet e la sua idea di demolizione le avrebbero evitato.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!