Lezione di Vaud, Bixio Caprara prenda appunti

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Senza tanti giri di parole: l’Union Sacrée vodese, l’alleanza tra PLR, UDC e Verdi Liberali per riconquistare il seggio in governo perso nel 2011, non ha sfondato. Anzi. A vincere il ballottaggio ieri sono state due donne di sinistra: la verde Métraux, che ha mancato di un pugno di voti la maggioranza assoluta, e la consigliera nazionale socialista Amarelle. Il democentrista Jacques Nicolet, che durante la campagna elettorale francese si professò vicino a Marine Le Pen, è stato respinto dai vodesi, sì, ma soprattutto dagli elettori liberali.

Questa è una lezione che Bixio Caprara ha il dovere di assimilare. L’alleanza borghese ha fallito il proprio obiettivo perché sono stati i borghesi stessi a non sostenerla. Esattamente come in Vallese a Freysinger sono mancati i voti della destra moderata, nelle elezioni di Vaud tra primo e secondo turno Nicolet non ha raggiunto il risultato sperato presso gli elettori liberali. E in Ticino occorre si prendano appunti: perché la tendenza rischia di essere la stessa, ovvero quella che vede i dirigenti sempre più schiacciati verso la Lega, sempre più appassionati di tricicli, con parlamentari pronti a stringere qualsiasi tipo di alleanza con gli omologhi della Lega.

Per un partito di storia e tradizione come il PLR, soprattutto in Ticino, non può più essere sufficiente votare sempre con la Lega salvo lamentarsi ogni tanto su Opinione Liberale, come faceva Rocco Cattaneo suscitando più risate che altro, dei metodi e delle posizioni leghiste. Allearsi con gli estremismi non paga più, ammesso l’abbia mai fatto. E il PLR in Ticino deve scegliere cosa vuol fare da grande.

Il fallimento di Vaud dovrebbe far capire a Caprara quale sia l’unica risposta possibile.

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