Napoleone precursore della globalizzazione

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Ogni anno oggi mi piace rileggere “Il 5 maggio”, lirica scritta da Manzoni dopo aver appreso della morte di Napoleone sulle colonne della Gazzetta di Milano. Va detto che nei suoi versi l’autore non intende glorificare Napoleone, e se non lo fa Manzoni non mi permetto di farlo io. Di fatto Bonaparte nel suo piccolo ha fatto un gran rumore:

“Dall’Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al reno,

di quel securo il fulmine

tenea dietro al baleno;

scoppiò da Scilla al Tanai,

Dall’uno all’altro mar.

Fu vera gloria? Ai posteri

L’ardua sentenza…”

Questo stratega di guerra ha ricoperto tutte le cariche politiche: è stato Imperatore dei francesi, presidente della Repubblica italiana, re d’Italia, mediatore della Confederazione svizzera e protettore della Confederazione del Reno. Non ci sono storie: era quasi riuscito a unire l’Europa, aveva riorganizzato il sistema giuridico in maniera semplice e chiara, vent’anni sulla cresta dell’onda. Poi il disastro con la campagna di Russia, in meno di tre anni il suo declino. Alla sua sconfitta l’Ancien Régime ha dato il via alla Restaurazione e, con il Congresso di Vienna, il potere è tornato ai sovrani assoluti e i confini sono stati ridisegnati. Morì il 5 maggio 1821 in esilio, sorvegliato speciale ma solo come un cane in un luogo sconosciuto, conscio che tutto ciò che aveva creato era stato annullato.

La globalizzazione mica sono solo cose belle come i fast food, la rivista di Play Boy, lo Shopping e le vacanze. Dietro ci stanno le guerre, un sacco di soldi, interessi che sono solo di pochissimi. Non è che possiamo andarcene in giro per il mondo ammazzando la gente e conquistando le loro ricchezze, con la scusa di esportare la democrazia, e lamentarci poi della libera circolazione.

La storia non ci ha insegnato nulla né con Napoleone, né con Hitler. Il detto “chi troppo vuole nulla stringe” è più attuale che mai! Il sistema politico moderno va a distruggere interi popoli, li mette in fuga, li riduce alla miseria più bieca e voi vi lamentate se quando arrivano qui sono un tantino incazzati?

Paginate di giornali con elogi e leccatine agli sceicchi che stanno mesi e mesi nei nostri hotel di lusso a spendere milioni. Altrettante paginate a denigrare e schifare quelli che vengono a cercare un pezzo di pane e soggiornano nei container, che devono rubare per mangiare perché la guerra gli ha portato via tutto: soldi (i pochi che avevano), casa, terre, affetti. Vengono emarginati e ripudiati, trattati peggio delle bestie. Vorrei vedere voi se il vostro sistema emotivo fosse messo alla prova in questo modo, vorrei proprio vederla l’espressione dei vostri occhi. Paura? Sì tanta! Alienazione? Da vendere! Disperazione? Immensa! Non giustifico la violenza mai, ma l’istinto di sopravvivenza porta qualunque essere vivente ai limiti della follia. L’accettazione, l’empatia, il rispetto di sicuro darebbero una gran mano anche a noi per difenderci, da cosa poi?

Vorrei farvi presente che i veri criminali sono quelli che se ne stanno in giro per le vie di lusso a consumare la Visa Platinum, tanto le carte di credito le hanno tutte!

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