Perché la Lega candida da anni un condannato per minaccia all’autorità?

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Omar Wicht, l’abbiamo visto, bontà sua ha tanto a cuore la Svizzera. Non ha altrettanto a cuore le istituzioni: invitò letteralmente a “prendere a sassate” la polizia, per dirne una.

Il Caffè, il Primo maggio 2011, ci ricordò la situazione dei candidati alle cantonali appena celebrate: alcuni di questi erano condannati. Lasciando stare il Nano e la sua condanna per, citiamo, “pubblica istigazione al crimine e alla violenza, minacce” ci concentriamo alla voce “Omar Wicht”. L’allora candidato al Gran consiglio, infatti, figurava sul foglio ufficiale come condannato per “violenza, minaccia contro l’autorità”. Il suo risultato? Non è stato eletto, ma 26’500 voti li ha presi.

Sei anni dopo lo stesso Omar Wicht siede in Consiglio comunale a Lugano, ed è libero di continuare con le sue affermazioni.

Una volta per tutte chiediamo alla Lega dei Ticinesi: è normale candidare al Gran consiglio (tra gli altri condannati, sia chiaro) uno con precedenti per minaccia contro l’autorità? È normale candidare ancora lo stesso soggetto al Consiglio comunale di Lugano? È normale che il Consigliere comunale in questione, Omar Wicht, affermi che quella di censurare e cancellare una serata a seguito di deliranti minacce neonaziste è stata “una sana risposta di una sana società”? È normale che tutto questo succeda senza che alcun dirigente prenda pubblicamente posizione per distanziarsi o condannare ciò?

La democrazia non è una passeggiata scolastica. La democrazia richiede impegno, sacrificio e cura della cosa pubblica. La democrazia non è “prendere voti”, ma rispettare le leggi, il decoro. Candidare a più riprese un condannato per “minaccia all’autorità” e non distanziarsi dalle sue frasi degrada sempre più sia la democrazia stessa sia il nostro cantone.

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