“Qualcuno ci crepa”

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Ho fatto un sogno, anche se avevo gli occhi aperti. A volte mi succede. Sognavo che al di là del mare persone come noi si mettevano a discutere di noi. Persone comuni, semplici cittadini, non governi. Parlavano di alzare muri e di non farci entrare più. Si dicevano “quante ancora ne possiamo accogliere? Non vedete che qui sta diventando sempre peggio? Non vedete che tutto questo non fa che alimentare la violenza?”. Un altro rispondeva “E hai visto quante? E continuano ad aumentare! +85% rispetto al 2015, +452% rispetto al 2014! Che cosa succederà, di questo passo? Stanno mandando i nostri Paesi al macello”. Ho sognato così per un po’. Parlavano delle nostre armi, delle autorizzazioni alle esportazioni di armi dall’Italia che sono cresciute vertiginosamente. Inondando paesi che, ehm, di cognome fanno anche Arabia Saudita, Turchia, Pakistan…il 60% delle armi verso Paesi che non sono NATO o UE. E che andranno, tendenzialmente, a scombinare altre regioni, a fare altri morti, ad alimentare altra violenza, a creare altri disperati. Di qui e di là del mare. E gira gira il cerchio della guerra, che sopra ha qualcuno che ci campa, e sotto qualcuno che ci crepa.

Cecilia Strada

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