“Razzismo? Parliamo di fatti”

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L’articolo 261bis del nostro Codice Penale dice che “Chiunque propaga pubblicamente un’ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione” e “chiunque, nel medesimo intento, organizza o incoraggia azioni di propaganda o vi partecipa” è punito. (…).

Veniamo ai fatti:
– Un volantino zeppo di simboli neonazisti (svastica, croce celtica, 88 e la scritta white power) è stato appiccicato in giro per la città di Lugano. E non in posti a caso, ma (oltre che alla discoteca WKND – minacciata di “gravi ripercussioni” qualora avesse permesso lo svolgimento dello show di Bello Figo) alle fermate dei bus e in Pensilina. Che sono tra i luoghi più frequentati di Lugano. C’era dunque, in questa azione, la chiara volontà di “propagare pubblicamente un’ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione”. Perchè? Perchè se avessero semplicemente voluto protestare con il WKND per il concerto di Bello Figo potevano prendere il telefono o inviare una bella email (o una lettera anonima in bucalettere come si faceva ai vecchi tempi).

– L’azione è poi stata “rivendicata” da una sedicente associazione “Nuova Destra” che, con una mail (l’indirizzo è poi stato cancellato) si presentava al pubblico. Ora è vero che non sappiamo – io perlomeno – se questi due abbiano per davvero inviato la mail alle redazioni (può anche essere stata una bravata fatta da terze persone per creare ancora più scompiglio). Ma la rivendicazione stessa (e l’annuncio della nascita dell’associazioen) indica la volontà da parte degli autori di continuare la loro azione. In sostanza le minacce al WKND (e a Bello Figo) erano probabilmente solo la prima azione di questo gruppo (poco importa se il gruppo era composto da 50 o solo da “2 persone”) che, evidentemente, anche attraverso questa pubblicità sperava di allargare le fila. È dunque un’azione di propaganda.

– Anche io sono contrario a fare i processi su Facebook. Ma chiamiamo le cose con il loro nome. Se ho la testa rasata, il bomber, gli anfibi, posto materiale decisamente molto vicino all’estrema destra su Facebook (e poi lo cancello quando vengo beccato) e appiccico in giro per la città svastiche e croci celtiche non sono una crocerossina, sono un naziskin.

John Robbiani

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