“Sapete la differenza tra uno razzista e uno normale?”

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Sapete la differenza fra uno razzista e uno normale? Uno normale piange i morti di Manchester e sa che le soluzioni al terrorismo sono per forza di cose complesse, perché problemi grandi non possono essere risolti da soluzioni semplicistiche.
Uno razzista, invece, ha già la soluzione in tasca, composta quasi sempre da uno slogan ascoltato da qualche parte ma mai in biblioteca, e grida che “per fermare le stragi come quella di Manchester bisogna affondare i barconi”, cioè fare altre stragi per fermare le prime stragi. Per salvare i primi bambini ammazzare i secondi. Un genio, insomma.
(A parte il fatto che il kamikaze di Manchester era nato e cresciuto a Manchester, e non arrivato con il barcone dal mare; ma il razzista non lo capisce e ragiona come un cucchiaio, cioè pensa solo alla minestra).

Il razzista non ci arriva, il razzista non è intelligente, il razzista non capisce un cazzo, diciamocelo, altrimenti non sarebbe razzista. Sarebbe un’altra cosa. Al razzista gli diventa duro il pistolino quando può infilare la parola “islamico” e “terrorista” nella stessa frase, anche se il Corano condanna gli assassini, e i terroristi sono condannati ogni giorno anche da milioni di musulmani nel mondo, che tra l’altro, numericamente, i musulmani sono i più colpiti dagli attacchi terroristici. Ma il razzista non sa neanche questo, magari lo legge ma non lo capisce perché il suo mondo parte dal suo naso e finisce al suo culo. E continua a scrivere “chiudiamo le Moschee” quando i terroristi della presenza delle Moschee se ne fregano, e come abbiamo visto anche negli ultimi attacchi terroristici, in Moschea neanche ci vanno. O quando ci vanno recitano un altro personaggio, che altrimenti finirebbero a calci nel culo in commissariato tempo cinque minuti.

E poi il razzista guarda Trump e gode, ma gode pure il terrorista, mentre il mostriciattolo con i capelli gialli annuncia di aver concluso un grande affare: aver venduto armi all’Arabia Saudita per 110 miliardi. L’Arabia Saudita, uno degli Stati che maggiormente ha finanziato il terrorismo in tutti questi anni. Ma il razzista sa una sega lui, che se capisse non sarebbe razzista, e grida “bravo Trump, fai il muro con il Messico”. Poi guarda la Meloni e sogna Salvini, poi dice “questo Papa è troppo di sinistra” e si addormenta pensando “si stava meglio quando c’era Mussolyny”. Pensieri semplici, zero ragionamenti e molti like a pagine come “tutti i crimini degli immigrati”. Perché al razzista dei bambini importa poco, però gli importa parecchio usare quelli di Manchester per la sua battaglia contro l’immigrazione.

Saverio Tommasi

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