“Via della seta insanguinata”

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Il Consiglio federale ha partecipato festosamente, senza nessuna domanda né dichiarazione né riserva riguardo alle finalità di espansione strategica perseguite dalla dittatura cinese, nonché riguardo alla diffusione delle modalità repressive come sistema di governo”. Così si è espresso l’avvocato Paolo Bernasconi, in prima linea a difesa dei diritti umani, sui rapporti tra Svizzera e Cina. E in effetti siamo a tre-volte-tre di fila che il Consiglio federale ha a che fare con la dittatura cinese negli ultimi quattro mesi e in nessuna di queste, neanche timidamente, ha detto qualcosa.

Tutto ebbe inizio con i tappeti rossi stesi a Xi Jinping al Forum di Davos, in gennaio. In quell’occasione venne lanciata la petizione Talk to China, per sensibilizzare sui diritti umani quotidianamente calpestati dal Paese ospitato con tanta enfasi e gioia. Ci furono proteste e manifestazioni, tra le quali una a Berna in solidarietà al Tibet. Al presidente cinese fu detto qualcosa sui diritti umani, sulle persecuzioni, sulla libertà di stampa? No, niente.

Il mese scorso è stato il turno di ricambiare la cortesia, e a capo di una folta delegazione Ueli Maurer si è diretto in Cina. A far che? A esportare la tradizione di multiculturalità, plurilinguismo, tolleranza e apertura della Svizzera? No, è andato a promuovere la piazza finanziaria e sondare il terreno se c’è la possibilità di ospitare in Europa banche cinesi, di Hong Kong e Singapore. Ai suoi interlocutori Maurer ha parlato dei dissidenti in prigione? Del totalitarismo? No, niente.

Per non farci mancare niente, in questi giorni è andata in Cina pure Doris Leuthard. Oggetto della discussione è stato “Via della seta”, il progetto cinese di connettere i continenti tramite nuovi corridoi terrestri e marittimi. Tutto, ovviamente, in nome del Dio commercio. Però Leuthard avrà sicuramente parlato con altri capi di Stato e alte autorità presenti, no? Certo! Stando all’ats la Consigliera federale ha ricordato, davanti a Xi Jinping e al presidente dell’ONU Guterres, una grande tradizione di cui la Svizzera si vanta e sulla quale ha una grande esperienza. I diritti umani? La solidarietà? La Convenzione di Ginevra? No: la “gestione di grandi progetti nel settore privato.” Altra occasione persa, e siamo a tre, come si diceva.

Una “Via della seta insanguinata” è stata portata in trionfo dai grandi della Terra nei giorni scorsi. Si è ancora una volta chinato la testa davanti al totalitarismo che tortura in Cina, Tibet e Xinjiang, si è ancora una volta preferito guardare ai miliardi del dittatore cinese e non al dolore, alla libertà brutalizzata, ai diritti negati. Significa questo essere Capi di Stato?

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