Zali, casca la legge sul porcinum

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“La nuova legge sui funghi destinata a risollevare le sorti di questo “sfigatissimo” Cantone è dunque arrivata in Parlamento. Prevede 12 zone disegnate sulla cartina geografica per le quali servirà la patente. Per i fallitalici avrà la durata di cinque giorni, per i noss sarà compresa nel periodo 1. agosto-31 ottobre. Tassa di cancelleria da pagare per i fallitalici, gratis per i noss. Ma anche ai noss, se vorranno andare a cercar funghi a Palagnedra e il giorno dopo nel Gambarogno, serviranno due patentini. La legge pare concepita dopo essersi fumati la pellicola di un’amanita muscaria, notoriamente allucinogena.”

Così scrivevamo su GAS già nel 2015, paventando la difficile attuabilità della legge targata Zali, legge in realtà creata solo per compattare le truppe in odio anti varesotto/comasco. Infatti Zali si sarà detto “cos’è che detestano di più i Ticinesi?” Zac! Lampo di genio: i fungiatt italici, e via così a fare una legge che però, come suo solito, gli si è rivoltata contro.

L’idea, ricordiamo, era di istituire dei tesserini per la raccolta, tesserini che in qualche modo favorissero gli autoctoni. Quello che è successo invece, come per la LIA, è che la presunta nuova legge ha creato più problemi di quelli che voleva risolvere. Il Consiglio di Stato ha ritirato il messaggio. Nulla di fatto. Niet. La legge vigente è sufficiente. Tanto rumore per nulla.

Il nostro articolo del 2015 terminava così:

“Zali entra a pieno titolo nell’UCAS, l’Ufficio complicazione affari semplici. A un non Leghista sarebbe bastato pensare di tornare ai due chili giornalieri invece di tre e magari a qualche giorno di divieto a inizio mese, come nei Grigioni. Ma troppo facile, no?”

A noi basterebbe che Zali si consultasse un attimo coi giuristi del Territorio prima di sparare leggi a mitraglia come una batteria di cannoni prussiani. Attendiamo con ansia la prossima legge destinata ad un aborto spontaneo.

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