Argo 1: siamo mica scemi!

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Ci scusiamo con Mediamarkt per lo scippo dello slogan che, però, si attaglia perfettamente alla situazione e al balletto di dichiarazioni e di controdichiarazioni sul caso Argo 1.

Una cosa è chiara. Per tre anni, un mandato di oltre tre milioni è stato appaltato a una ditta senza concorso pubblico. Una ditta che pagava i dipendenti tri ghei e una cicca e che come referenze aveva un foglio quadrettato della maestra delle elementari.

Già questo fa venire il nervoso. La Legge sulle commesse pubbliche è chiara e lampante, i suoi intenti sono i seguenti

  1. disciplina in maniera trasparente la procedura per l’aggiudicazione di ogni genere di commesse pubbliche;
  2. promuove un’efficace e libera concorrenza tra gli offerenti;
  3. garantisce la parità di trattamento tra tutti gli offerenti nonché un’aggiudicazione imparziale, a pari qualità;
  4. promuove l’impiego parsimonioso delle risorse finanziarie pubbliche.

Ovviamente il Gran consiglio, una volta tirata fuori la bega, chiede una commissione che indaghi sulla questione, questione che per noi è comunque, come già detto, abbastanza lampante. Alla fine si scopre che Beltraminelli non ne sapeva niente (!) e che due alti funzionari si contraddicono tra loro. Il Capo ufficio sostegno sociale Scheurer, in particolare, dichiara che la questione del concorso irregolare era già a conoscenza del dipartimento da anni e che non si era però fatto nulla per rimediare.

Ma Scheurer rinnega poco dopo quello che ha detto. La relatrice della commissione, Pelin Kandemir, risulta credibile quando martedì dichiara che la commissione non ha ricevuto nessuna comunicazione in merito alla ritrattazione di Scheurer. La contraddice in serata Alex Farinelli, e anche qui c’è qualcosa di poco chiaro. Farinelli, presidente dalla commissione, una settimana prima aveva negato che Scheurer avesse cambiato idea. Ma la mail di Scheurer era arrivata a Farinelli il 12 di giugno, e cioè già una decina di giorni fa. Come mai la commissione non ne era al corrente? Farinelli parla di una mail privata e non ufficiale. Delle due, o Scheurer è amico per la pelle di Farinelli e si dicono le cose in segreto o il coordinatore della commissione ha omesso di avvisare i colleghi. Perché?

E ancora, perché tutti i mandati collegati alla gestione dei rifugiati non figurano nella lista dei mandati diretti? Tutti mandati affidati senza concorso? Pasti, lavanderia, pulizia… altre centinaia di migliaia di franchi.

E poi, risponde al vero che un dipendente della Argo 1 è stato immediatamente assunto dal DSS? Voci insistenti raccontano che per questo dipendente sarebbe stato creato un posto ad hoc come coordinatore dei rifugiati. Coordinatore che le associazioni non hanno richiesto e nemmeno vogliono. Una persona assunta a 50’000 franchi l’anno a metà tempo. Un bello stipendio per un 50%, non c’è che dire. Molti ticinesi con quei 50’000 franchi lavorano a tempo pieno e ci mantengono la famiglia.

Le ultime novità? Farinelli ieri ha insisto sul fatto che Scheurer gli abbia telefonato e a suo dire era molto agitato. Bisognerebbe sapere cosa ha esattamente detto Scheurer in quella telefonata per sapere se ha esplicitato di avere ricevuto pressioni o espresso timori di essere licenziato.

Insomma, non ci sembra che le cose si chiariscano, anzi. C’è la strana sensazione che si cerchi di coprire delle cose e di ignorarne delle altre. Ci piacerebbe per una volta che qualcuno tirasse fuori gli attributi e affrontasse queste magagne dal punto di vista etico e non politico, sempre che l’etica abbia ancora valore nel parlamento ticinese. Ci piacerebbe avere delle risposte che magari ci dicano, prove alla mano, che ci sbagliamo, che non c’è del marcio la sotto. Ma dubitiamo che mai le avremo.

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