Gobbi furioso, ma la politica è una cosa seria

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Norman Gobbi è su tutte le furie. Lui stesso ha avuto premura di comunicarcelo nell’apertura di un post su Facebook nel quale il direttore delle Istituzioni si duole di una cosa in fondo normale e che non ci stancheremo mai di dire: gli accordi, tutti gli accordi, si fanno tra più parti. Se te li fai da solo, quelli non sono accordi ma dialoghi allo specchio.

Oggetto delle furie di Gobbi è il fatto che quando entrerà in vigore l’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri tra Svizzera e Italia cadrà l’obbligo di presentare il casellario giudiziale. Sì, vi ricordate quell’obbligo che – al prezzo di noie, burocrazia e complicazioni – ha portato alla non concessione di un pugno i permessi nei primi 6 mesi di attuazione? Ecco. Ora, in nome di un Accordo di cui c’era bisogno, questa misura è stata stralciata. A deciderlo è stata la maggioranza del Consiglio di Stato, cioè tutto il governo tranne Gobbi e Zali. E la collegialità, bene supremo, ancora una volta viene ritenuta da alcuni un tradimento. Sono invece i Consiglieri di Stato leghisti a essere nel torto, non i loro colleghi. Perché, per fortuna, la maggioranza del governo ha capito che le conseguenze dell’Accordo fiscale – dieci milioni di franchi all’anno in più nelle casse ticinesi – erano più importanti. Si chiama interesse superiore.

La Lega dei Ticinesi ha dimostrato ancora una volta di essere completamente a digiuno dei basamenti dell’arte di governare. Il compromesso non è svendersi. Per arrivare a un risultato, devi per forza lasciare qualcosa. Invece la via leghista al normale corso della politica porta Gobbi a scrivere su Facebook col solo fine di aizzare le proprie folle e, ancora una volta, colpire la pancia del proprio elettorato.

Elettorato che, in quel post, avrebbe dovuto anche leggere dell’inutilità di questo provvedimento. Per avere un feedback riguardo ai frontalieri però Gobbi può evitare di andar lontano: chiami Attilio Bignasca e gli chieda i suoi dipendenti come l’hanno presa. Dovrebbe trovarlo, non sembra ancora atterrato in Sardegna.

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